«Open Book»Amanda Seyfried: «Ho scritto a Jessica Simpson per il suo libro»
Covermedia
30.12.2025 - 16:30
Amanda Seyfried
Covermedia
L'attrice racconta perché ha voluto ringraziare l'autrice di «Open Book» dopo aver ascoltato il memoir.
Covermedia
30.12.2025, 16:30
30.12.2025, 17:05
Covermedia
Amanda Seyfried ha scelto un gesto diretto e personale per esprimere la propria stima verso Jessica Simpson.
Dopo aver ascoltato l'audiolibro di «Open Book», il memoir pubblicato nel 2020 dalla cantante e attrice americana, la Seyfried ha deciso di contattarla per dirle quanto quel racconto l'abbia colpita.
L'attrice lo ha rivelato durante una puntata del podcast «Shut Up Evan», spiegando di essersi sentita quasi in dovere di scriverle. «Ho amato quel libro così tanto che le ho scritto perché la apprezzo davvero», ha raccontato. «Penso sinceramente che sia un libro per un'intera generazione di donne, soprattutto. La stimo moltissimo». Parole misurate ma nette, che restituiscono il peso emotivo del memoir.
In «Open Book», diventato bestseller del New York Times, la Simpson affronta senza filtri alcuni dei capitoli più complessi della sua vita: il matrimonio con Nick Lachey, la relazione con John Mayer, il rapporto difficile con il proprio corpo, la dipendenza da alcol e farmaci e la rivelazione degli abusi subiti durante l'infanzia. Un racconto intimo e doloroso che, secondo Amanda, ha avuto la forza di parlare a molte donne in modo diretto e liberatorio.
L'attrice non ha chiarito se la Simpson abbia risposto al messaggio, ma ha colto l'occasione per raccontare il suo amore per i memoir. Tra quelli che l'hanno segnata di più ha citato anche «Inside Out», l'autobiografia di Demi Moore. «Sono in soggezione davanti agli scrittori», ha spiegato. «Amo i romanzi, amo i memoir». La Seyfried ha aggiunto di ascoltare spesso audiolibri durante gli spostamenti quotidiani in auto.
Sul fronte professionale, Amanda Seyfried è attualmente impegnata nella promozione di due progetti molto diversi: il thriller psicologico «Una di famiglia» e il period drama «Il Testamento di Ann Lee», confermando una fase di carriera intensa e particolarmente versatile.