Film Amber Heard torna al Sundance con un documentario sulla diffamazione

Covermedia

26.1.2026 - 09:30

Amber Heard
Amber Heard

L'attrice Amber Heard riappare con «Silenced», un progetto che indaga l'uso delle cause per diffamazione come strumento di silenziamento.

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Amber Heard è tra i volti di «Silenced», documentario presentato al Sundance Film Festival, nella sezione World Cinema, che analizza come le azioni per diffamazione vengano utilizzate per mettere a tacere le donne che denunciano abusi.

Il film segue diverse storie di donne la cui ricerca di giustizia si è scontrata con azioni legali milionarie, spesso da centinaia di milioni di euro, capaci di bloccare procedimenti giudiziari e di esercitare una forte pressione economica e psicologica.

Secondo quanto riportato da Variety, «Silenced» mostra come il sistema giudiziario possa trasformarsi in uno strumento di intimidazione più che di tutela.

Per Heard si tratta della prima apparizione cinematografica dal 2023, anno di uscita di «Aquaman e il regno perduto». La partecipazione è però lontana da qualsiasi operazione di rilancio personale.

«Non sono qui per raccontare la mia storia»

La posizione è chiara fin dall'inizio: «Questo non riguarda me. Ho perso la mia capacità di parlare. Non sono qui per raccontare la mia storia. Non voglio raccontare la mia storia. In realtà, non voglio più usare la mia voce. Ed è proprio questo il problema».

Accanto a lei compaiono altre protagoniste di battaglie pubbliche ad alto costo personale. Brittany Higgins, ex collaboratrice politica australiana che ha denunciato una violenza sessuale in Parlamento.

Catalina Ruiz-Navarro, direttrice della rivista latinoamericana «Volcánica», citata in giudizio dal regista Ciro Guerra dopo aver pubblicato una serie di accuse di cattiva condotta. E Sibongile Ndashe, avvocata per i diritti umani.

«Una versione amplificata di ciò che molte donne vivono»

L'esperienza giudiziaria personale diventa una chiave di lettura più ampia, definendo la causa per diffamazione legata al caso Depp contro The Sun una situazione senza via d'uscita: «L'esito di quel processo dipendeva dalla mia partecipazione, e io dipendevo dall'esito di quel processo. Quello che è successo a me è una versione amplificata di ciò che molte donne vivono».

Il documentario mostra anche il peso dell'ostilità pubblica, con le immagini dell'assedio quotidiano fuori dal tribunale: fan di Johnny Depp, alcuni travestiti da Capitan Jack Sparrow della saga «Pirati dei Caraibi», che urlano insulti e lanciano oggetti durante ogni udienza.

Oggi il percorso è diverso, lontano dal cinema commerciale e più vicino al teatro. La chiusura guarda avanti: «Mi dà forza vedere altre persone continuare questa battaglia. Donne abbastanza coraggiose da affrontare lo squilibrio di potere. Guardando il volto di mia figlia mentre cresce e inizia a muoversi in questo mondo, credo che possa essere migliore».