Vendita di oggetti all'astaIl padre di Amy Winehouse perde la causa contro due amiche della figlia cantante
Covermedia
21.4.2026 - 11:00
Mitch Winehouse
Mitch Winehouse sconfitto in aula contro due amiche della cantante: «Nessuna prova di occultamento», stabilisce il giudice.
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21.04.2026, 11:00
21.04.2026, 11:04
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Il padre di Amy Winehouse perde la causa sulle aste degli oggetti appartenuti alla figlia. Mitch Winehouse esce sconfitto dall'Alta Corte britannica nella battaglia legale contro Naomi Parry e Catriona Gourlay.
Agendo come amministratore dell'eredità, Winehouse aveva accusato le due donne di aver tratto profitto dalla vendita all'asta, negli Stati Uniti nel 2021 e nel 2023, di decine di oggetti appartenuti alla cantante.
Secondo i suoi legali, le imputate avrebbero «deliberatamente nascosto» l'intenzione di vendere quei beni, rendendo il ricorso «l'unico modo per ottenere risposte».
La difesa ha invece sostenuto che gli oggetti fossero già di loro proprietà o fossero stati donati direttamente da Amy.
A respingere le accuse è la giudice Sarah Clarke KC.
«Ritengo che né la signora Parry né la signora Gourlay abbiano deliberatamente occultato gli oggetti contestati», afferma nella sentenza, aggiungendo che Winehouse avrebbe potuto accertare i fatti «con una ragionevole diligenza».
Un giudizio critico contro il padre
Nel provvedimento emerge anche un giudizio critico: il padre della cantante è «comprensibilmente sensibile» verso chi ritiene sfrutti la memoria della figlia, ma anche attento «a garantire che la famiglia continui a beneficiarne economicamente».
La giudice lo definisce inoltre un «testimone inattendibile», sottolineando come abbia verificato solo poco prima del processo la validità delle sue rivendicazioni.
Nel testo si ricorda anche la generosità della cantante, scomparsa nel 2011 a 27 anni e celebre per brani come «Rehab» e «Valerie»: Amy «regalava abitualmente vestiti agli amici», non volendo indossare più volte gli stessi abiti.