La paura delle star Pure la voce diventa un marchio: la mossa di McConaughey contro l'IA

fon

16.1.2026

L'attore Matthew McConaughey.
L'attore Matthew McConaughey.
KEYSTONE

Matthew McConaughey ha deciso di blindare legalmente volto e voce contro l'uso dell’intelligenza artificiale, registrando come marchi alcuni dei suoi tratti più iconici.

Nicolò Forni

Hai fretta? blue News riassume per te

  • L'attore ha ottenuto negli Stati Uniti la registrazione di otto marchi per proteggersi da deepfake e usi non autorizzati della propria immagine e voce.
  • Tra gli elementi tutelati figurano brevi clip video e la celebre frase «Alright, alright, alright», del «La vita è un sogno», con accento e intonazione originali.
  • Il caso riflette una preoccupazione crescente a Hollywood, dove sempre più star cercano difese legali contro le IA generative.

Il volto, la voce e persino il sorriso di Matthew McConaughey non sono più soltanto tratti distintivi di un attore iconico, ma diventano ora elementi giuridicamente protetti.

Il protagonista di «True Detective», «Interstellar», «Dallas Buyers Club» (per cui ha vinto l'Oscar, e «Magic Mike» ha infatti deciso di blindare la propria immagine contro l'uso improprio da parte delle intelligenze artificiali generative, sempre più capaci di riprodurre sembianze e voci umane in modo realistico.

La mossa nasce dal timore che l'IA possa essere utilizzata per creare video o immagini deepfake, non solo a fini commerciali ma anche in contesti non autorizzati, come contenuti amatoriali o satirici.

Negli Stati Uniti esistono già tutele contro lo sfruttamento dell'immagine per la vendita di prodotti, ma l’iniziativa legale di McConaughey punta ad andare oltre, estendendo la protezione a qualsiasi utilizzo non consensuale.

Otto marchi registrati negli Stati Uniti

Secondo quanto riferito dal portavoce dello studio legale Yorn Levine, che rappresenta l'attore, e ripreso da «Oggi», il 56enne ha ottenuto dall'U.S. Patent and Trademark Office la registrazione di otto marchi distinti.

Tra questi figurano elementi estremamente specifici: una clip di tre secondi in cui McConaughey è seduto davanti a un albero di Natale, un video di sette secondi che lo ritrae in piedi sul portico di una casa e persino un frammento audio tratto dal film «Dazed and Confused» in italiano «La vita è un sogno», del 1993, con la celebre battuta «Alright, alright, alright», riprodotta con il suo accento texano e una precisa scansione di pause e inflessioni.

Una battaglia condivisa da altre star

McConaughey non è un caso isolato. Sempre secondo lo studio Yorn Levine, anche altre attrici di primo piano hanno deciso di muoversi sullo stesso fronte.

Tra queste Zoe Saldaña e Scarlett Johansson. Zoe Saldaña, premio Oscar per «Emilia Peréz» e recentemente diventata l'attrice con il maggiore incasso complessivo della storia grazie al ruolo di Neytiri in Avatar, reciterà presto accanto a McConaughey nella commedia romantica «Positano», prodotta da Netflix.

Scarlett Johansson, invece, ha già portato la questione davanti ai tribunali: nel 2023 ha denunciato l'app di intelligenza artificiale «Lisa AI» per aver utilizzato la sua voce in uno spot senza consenso. Una voce diventata uno dei suoi tratti più riconoscibili.

Il tempo dell'IA corre più veloce della burocrazia

La richiesta di registrazione del celebre «Alright, alright, alright» risale proprio al 2023, ma è stata accolta solo nel dicembre scorso, oltre due anni dopo.

La notizia è emersa ora e mette in evidenza un nodo cruciale: i tempi della burocrazia faticano a stare al passo con la rapidissima evoluzione delle tecnologie di intelligenza artificiale.

Il rischio, sempre più concreto, è che la tutela legale arrivi quando il danno è già stato fatto. Ed è anche per questo che Hollywood ha deciso di muoversi in anticipo.