Nel podcast «After Dinner Thinks» Billy Bob Thornton racconta il suo inferno con la droga e il giorno in cui ha detto basta

Covermedia

21.11.2025 - 11:00

Billy Bob Thornton
Billy Bob Thornton

Nel podcast «After Dinner Thinks» di Ann Wilson, l'attore ripercorre gli anni segnati da dipendenze, psichedelici e un passato che oggi gli sembra appartenere a un altro sé.

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Nell'ultimo episodio del podcast «After Dinner Thinks», Billy Bob Thornton riapre senza filtri il capitolo più pericoloso della sua giovinezza: la droga.


«Ero un tossicodipendente. Facevo tutto», afferma. «Sono stato perfino sotto morfina per un po', perché avevo un'amica infermiera». A 20 anni, travolto dal mondo dei roadie, Thornton viveva immerso negli psichedelici. «Ne ho fatti tanti», racconta. «La cosa buffa dell'acido era che non mi piaceva. Non avevo bei viaggi. E continuavo a prenderlo perché lo facevano tutti».

Una contraddizione che oggi osserva con un misto di distanza e lucidità. Eppure, da quella spirale autodistruttiva, qualcosa di inaspettato è rimasto. «Credo che mi abbia aperto la mente e reso un artista migliore», rivela. «Sono convinto che gli psichedelici mi abbiano aiutato come scrittore e come artista in generale».

Ripensando a quei giorni, sente quasi di guardare qualcun altro. «È curioso ripensare a quei giorni, perché mi sembra quasi un'altra persona. Ma credo che qualcosa risuoni ancora, una traccia che è rimasta».

La svolta arriva a 24 anni, quando capisce che non può più rimandare: «Sono felice di aver smesso quando l'ho fatto», ammette. «Ero un hippie magrolino dai capelli lunghi, lavoravo come roadie... Un giorno mi guardo allo specchio in un trailer e mi dico: «Stai per morire. Devi smettere"».