Britney Spears vince la causa contro l’ex manager

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9.5.2019 - 11:12

Britney Spears performs at Scarborough Open Air Theatre for her Piece Of Me tour Featuring: Britney Spears Where: Scarborough, United Kingdom When: 17 Aug 2018 Credit: WENN.com
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Sam Lufti dovrà tenersi a una distanza di 200 yards (182 metri circa) dalla cantante e dalla sua famiglia.

Britney Spears ha ottenuto un’ordinanza restrittiva contro il suo ex manager.

Una sentenza di un giudice di Los Angeles obbliga Sam Lutfi - che ha gestito gli affari della popstar dal 2000 al 2009 -, a tenersi lontano dalla 37enne, dal padre e dai suoi due bambini.

Come si legge dai documenti, ottenuti dal The Blast, l’uomo è stato condannato per aver inviato messaggi e tweet minatori all’indirizzo di Britney e della sua famiglia, provocando alla cantante un «forte trauma mentale».

L’ex agente pare abbia a lungo perseguitato anche Lynne, la madre di Britney, provando a convincerla a farsi carico della situazione della figlia, recentemente tornata in un centro di salute mentale.

Nella giornata di mercoledì, 8 maggio, un giudice ha concesso alla Spears un’ordinanza restrittiva che, da ora in avanti, costringerà Lufti a mantenersi a una distanza di 200 yards (182 metri circa) dalla sua ex assistita. Per l’uomo è inoltre scattato il divieto di rilasciare dichiarazioni o frasi denigratorie all’indirizzo della star.

Lufti, nella sua difesa, ha dichiarato di non avere nessun tipo di rapporto o contatto con Britney dal 2009, ma ha ammesso di essersi scambiato una serie di sms con Lynne, per offrirle assistenza finanziaria qualora la donna avesse deciso di provare a controllare il patrimonio della Spears, gestito dal padre Jamie in seguito all’esaurimento nervoso del 2007.

Lufti si è infine dichiarato vittima di Britney, che in un video da lei postato a inizio anno, lo ha ingiustamente accusato di furto di identità.

«Siamo molto delusi da questa sentenza - ha dichiarato il legale di Lutfi -. È un giudizio molto pesante e che viola i diritti costituzionali del Sig. Lufti. Si tratta di un provvedimento temporaneo e contiamo di riuscire a portare delle prove a sua discolpa nell’udienza che si terrà il 28 maggio, in cui si deciderà se trasformare l’ordinanza restrittiva in permanente».

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