TV La nuova Chiara Pavan a MasterChef: «La cucina nasce dall'ambiente»

Covermedia

23.1.2026 - 13:00

Chiara Pavan
Chiara Pavan

Chiara Pavan, la chef di Venissa che affianca Antonino Cannavacciuolo, Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli nella 14esima edizione di «MasterChef Italia», convince con una visione netta.

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Chiara Pavan convince senza alzare la voce. È questa la chiave del successo della chef veneta a «MasterChef Italia»: non l'effetto scenico, ma una visione coerente che emerge piatto dopo piatto.

Classe 1985, formazione umanistica e una lunga esperienza lontana dalla televisione, Chiara Pavan porta nel talent un'idea di cucina che parla di territorio, stagionalità e responsabilità ambientale.

Il suo percorso professionale è legato a doppio filo alla laguna veneziana. Insieme al compagno e collega Francesco Brutto, guida il ristorante Venissa, sull'isola di Mazzorbo, all'interno di una tenuta agricola dove orti, vigne e cucina convivono in un equilibrio quotidiano.

Un contesto che influenza direttamente la proposta gastronomica, fondata su vegetale, autoproduzioni e riduzione degli sprechi.

«Non partiamo mai da un'idea astratta di piatto»

È la stessa impostazione che Pavan porta davanti alle telecamere. In un'intervista recente a «Cook», il magazine gastronomico del «Corriere della Sera», ha spiegato: «Non partiamo mai da un'idea astratta di piatto. La cucina nasce dall'ambiente, da quello che abbiamo intorno in quel momento».

Una dichiarazione che chiarisce perché la sua presenza a «MasterChef» risulti diversa: ogni scelta è motivata, ogni ingrediente ha un'origine precisa.

Il pubblico e i giudici riconoscono questa solidità. Non una cucina «green» di facciata, ma un lavoro quotidiano costruito nel tempo, che trova nella televisione una cassa di risonanza senza snaturarsi.

Oltre agli impegni televisivi legati a «MasterChef», Chiara continua il servizio quotidiano a «Venissa» e sarà coinvolta nei prossimi mesi in incontri pubblici e progetti dedicati alla cucina ambientale e alla valorizzazione della laguna veneziana, proseguendo il lavoro di ricerca e sperimentazione avviato con Francesco Brutto.