Chloe Grace Moretz: un film contro le terapie per gay

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24.1.2018 - 11:13

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L’attrice ha presentato al Sundance Film Festival «The Miseducation of Cameron Post», un film che affronta l’orrore dei campi per «guarire» dall’omosessualità.

Nel film «The Miseducation of Cameron Post» Chloe Grace Moretz e Sasha Lane affrontavano l’orrore dei campi di concentramento per «curare» le persone omosessuali.

Le attrici, nella pellicola indie diretta da Desiree Akhaven, fanno parte di un gruppo di adolescenti, costretti a un vero e proprio lavaggio di cervello per «guarire» dall’omosessualità.

Il film è ambientato nei primi Anni Novanta, ma, come fatto notare da Chloe, il tema è ancora tristemente di stretta attualità.

«Durante la fase di pre-produzione, quando eravamo a New York, io e Desiree abbiamo capito quanto fosse importante questo tema, così abbiamo cercato tutte le informazioni a riguardo, in modo che le scene delle terapie di gruppo e i nostri dialoghi risultassero poi realistici - ha dichiarato l’attrice 21enne a Vulture -. Ne abbiamo parlato con tre o quattro persone che sono sopravvissute a questi campi di concentramento, in cui vengono praticate delle terapie di conversione. È stato interessante perché ci siamo confrontate con persone con diversi background: un ragazzo cresciuto in una famiglia musulmana, una persona educata da genitori cristiani, altre della classe media. È un problema trasversale e nel film abbiamo voluto dimostrare quanto importante sia la diversità».

Per Sasha - dichiaratamente omosessuale -, il tema affrontato è stato ancor più delicato.

«Io mi sono subito sentita connessa a questo film. Così come Chloè, che ha due fratelli gay. Io sono lesbica. Questo film deve aprire gli occhi e le menti delle persone. Non tutti sanno che ci sono ancora dei campi in cui vengono praticate le terapie riparative. Questo film è ambientato nel 1993, non poi così tanto tempo fa…».

«The Miseducation of Cameron Post» è stato presentato al Sundance Film Festival a Utah, lunedì 22 gennaio.

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