Coronavirus, chiuso “Porta a Porta”: Bruno Vespa furioso

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10.3.2020 - 15:32

Source: Covermedia

«È sconcertante, decisione dal sapore politico», il giornalista è inviperito per la sospensione del talk show di Rai 1.

Porta a Porta chiude i battenti a causa del Coronavirus.

Da oggi è in vigore un severissimo provvedimento che impedisce ogni tipo di spostamento e che impone a tutti gli italiani di rimanere a casa per evitare la diffusione del COVID-19.

Come conseguenza anche molti show televisivi stanno subendo gli effetti di tali misure, come accaduto con il talk show di Rai 1 condotto da Bruno Vespa, che non ha preso affatto bene la decisione.

«È sconcertante che, mentre il Paese chiede sempre più informazione si chiuda una trasmissione importante senza un motivo ragionevole», ha dichiarato Vespa in una nota, come riporta La Repubblica. «Debbo purtroppo concludere che la direzione aziendale ha tenuto conto del parere del segretario Usigrai che da sempre considera 'Porta a porta' un abuso. Ma questo dà alla decisione un sapore politico che mi preoccupa».

Potrebbe aver influito nella scelta di chiudere il programma la recente partecipazione del segretario del PD, Nicola Zingaretti, poi risultato positivo al tampone.

«Nicola Zingaretti è venuto a 'Porta a porta' nel pomeriggio di mercoledì scorso e ha manifestato i primi sintomi di positività al virus sabato. Il direttore generale dello Spallanzani, professor Ippolito, mi ha confermato che il rischio si limita alle persone che nelle 48 ore precedenti (e non 72, come nel nostro caso) abbiamo avvicinato la persona infetta per più di mezz'ora a meno di un metro di distanza. Questo con Zingaretti non è avvenuto. Non esiste pertanto alcuna ragione sanitaria si cui si fondi il provvedimento».

Per sicurezza anche Vespa si è sottoposto al test, poi risultato negativo.

«Apprendo che la direzione generale della Rai avrebbe deciso di non mandare in onda 'Porta a porta' nelle giornate di oggi, mercoledì, giovedì - ha aggiunto -. Da soldato, sono abituato da sempre a rispettare le decisioni aziendali. Ma questa mi sembra gravissima e pretestuosa».

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