Contro il «Daily Mail» Dopo il principe Harry, anche Elizabeth Hurley scoppia in lacrime in tribunale

Covermedia

23.1.2026 - 11:00

Elizabeth Hurley con il figlio Damian Hurley
Elizabeth Hurley con il figlio Damian Hurley

L'attrice ha testimoniato all'Alta Corte di Londra nel processo contro Associated Newspapers, negando che amici o conoscenti abbiano passato informazioni alla stampa e raccontando il dolore per la diffusione di conversazioni private legate al figlio Damian.

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Elizabeth Hurley è scoppiata in lacrime davanti ai giudici dell'Alta Corte di Londra durante la sua deposizione nel processo sulle presunte intercettazioni telefoniche ai danni di personaggi pubblici.

L'attrice, 60 anni, ha respinto con forza l'ipotesi che amici o persone a lei vicine abbiano divulgato conversazioni private ai media.

Hurley è parte lesa nel procedimento che coinvolge anche il principe Harry, Elton John e il marito David Furnish, tutti impegnati in una causa contro Associated Newspapers, editore del «Daily Mail» e del «Mail on Sunday», accusato di aver utilizzato metodi illegali per ottenere informazioni destinate alle pagine di spettacolo.

In aula Hurley ha ripercorso uno dei momenti più delicati della sua vita privata, legato alla lunga battaglia legale con l'ex compagno Steve Bing per il riconoscimento della paternità del figlio Damian.

«Ero mortificata all'idea che un giorno mio figlio potesse leggere tutto questo», ha dichiarato, spiegando quanto fosse dolorosa per lei la diffusione di conversazioni intime.

«Non volevo che mio figlio lo leggesse»

Il tribunale ha ascoltato anche il racconto di una confidenza fatta nella casa di Elton John e Furnish, quando l'attrice aveva riferito che il suo ex la accusava di aver chiamato Damian, oggi 23enne, ispirandosi al personaggio demoniaco del film del 1976 «Il presagio». Un'accusa che Hurley ha definito «ludicra» e frutto di un'ossessione.

Convinta che sia la sua abitazione sia quella di Elton John fossero state intercettate, l'attrice ha ribadito: «Non volevo che mio figlio lo leggesse. Non credo affatto che David Furnish abbia chiamato il Daily Mail. Ne avevo parlato con pochissime persone».

Hurley ha infine ammesso che alcuni dettagli avrebbero potuto provenire dallo stesso Bing, morto suicida nel 2020 a 55 anni, ma ha denunciato quelle che ha definito «azioni illegali mostruose», accusando il Mail di intercettazioni, microfoni nascosti e sottrazione di informazioni mediche risalenti alla sua gravidanza.