Ecco cosa le è successo Federica Pellegrini: «Dopo il parto non capivo perché piangevo»

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22.11.2025 - 11:33

Federica Pellegrini e Matteo Giunta hanno appena pubblicato il loro libro, intitolato «Un tempo solo nostro».
Federica Pellegrini e Matteo Giunta hanno appena pubblicato il loro libro, intitolato «Un tempo solo nostro».
KEYSTONE

In un'intervista, l'ex nuotatrice Federica Pellegrini e suo marito Matteo Giunta condividono le sfide affrontate dopo la nascita della loro figlia, rivelando come un parto complicato abbia portato a un periodo di grande stanchezza e difficoltà emotive.

Antonio Fontana

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Federica Pellegrini racconta insieme al marito Matteo Giunta la loro storia d’amore e le difficoltà affrontate nello sport e nella vita.
  • L’ex campionessa rivela di aver sofferto di bulimia da giovane e di aver superato momenti di grande crisi dopo Rio 2016.
  • Dopo la nascita della figlia Matilde, ha vissuto un periodo di baby blues, ma oggi sta bene e guarda al futuro con serenità.

Federica Pellegrini e il marito Matteo Giunta tornano a raccontarsi, questa volta in occasione dell’uscita del loro libro «In un tempo solo nostro».

In un’intervista rilasciata al «Corriere della Sera», la coppia parla dell’amore nato in piscina, delle difficoltà attraversate e delle fragilità vissute dentro e fuori dall’acqua. 

La Divina e il suo ex allenatore ricordano con ironia gli inizi della loro relazione. «Io sono veneta, figlia di un barman, e sapevo che la sua base alcolica non era proprio solidissima», scherza Federica. «Così ho puntato su quello».

Matteo, invece, ricorda i tentativi di mantenere la relazione segreta: «Mi nascondevo nel bagagliaio dell’auto. Non era piccolo, ma con il mio metro e novantaquattro non è stato semplice: mi è venuta pure la sciatica».

Le sfide della carriera sportiva

Come riportato da «Oggi», dietro ai trionfi sportivi si nasconde anche un percorso personale complesso. Pellegrini racconta i momenti di solitudine vissuti dopo il debutto olimpico ad Atene, quando lasciò casa a soli 16 anni per trasferirsi a Milano.

«Ero lontana dalla mia famiglia, mi sentivo sola e vulnerabile. Vivevo in costume, sempre sotto i riflettori. In quel periodo sono diventata bulimica», confida. Una presa di coscienza le ha però permesso di reagire: «Capire che mi stavo facendo del male è stato l’inizio della risalita».

Nemmeno gli anni successivi sono stati privi di crisi. Dopo la delusione di Rio 2016, chiusa con un amaro quarto posto, la campionessa aveva pensato di dire addio alle competizioni.

«Quel dolore è stato enorme. Avevo deciso di smettere. Poi, un mese dopo, a Pesaro, ho capito che non era finita. Mi sono rimessa in vasca e ho nuotato più forte che mai».

La maternità e i baby blues

Oggi Federica è mamma di Matilde, nata dall’amore con Giunta. Ma anche questa nuova fase della vita non è stata semplice. «Accettare il corpo che cambia non è facile. All’inizio la gente ti guarda come a dire "com’è ingrassata", senza capire che sei incinta», racconta.

Il parto, durato 48 ore, è stato «difficilissimo» e ha lasciato strascichi emotivi: «Quando ho preso in braccio mia figlia ero esausta. Nei primi due mesi piangevo senza sapere perché. Abbiamo poi scoperto che si trattava di baby blues, una forma lieve di depressione post partum. Fortunatamente non ho mai provato rifiuto verso mia figlia. Allattare, anzi, mi aiutava a stare meglio, anche se mi stancava ancora di più».