Sulla scia di Fedez La figlia di Guccini ringrazia i donatori di sangue: «Ho rischiato di morire di parto»

Covermedia

10.10.2023 - 13:00

Teresa Guccini
Teresa Guccini

La figlia del celebre cantautore tesse le lodi dei donatori di sangue sulla scia del rapper, che ha raccontato pubblicamente la sua esperienza in ospedale.

10.10.2023 - 13:00

Teresa Guccini, figlia del celebre cantautore Francesco, ha voluto ringraziare i donatori di sangue per averla salvata da morte certa.

La dichiarazione, via Instagram, arriva sulla scia del commento pubblicato da Fedez che ha sensibilizzato l’opinione pubblica in merito all’importanza del nobile gesto.

«Questa foto è del 15 dicembre del 2022 ed è il momento esatto in cui sono ritornata, molto provata, in ostetricia dalla terapia intensiva e ho rivisto il mio Pietro arrivato dalla neonatologia un giorno dopo la sua nascita. Ero letteralmente distrutta e a tratti senza memoria», ricorda Teresa, 45 anni, pubblicando una foto che la ritrae con in braccio il bebè.

«Scrivo queste righe ispirata da quanto accaduto a Fedez perché anche io senza i donatori di sangue non sarei qui a raccontare la mia storia ed è perciò doveroso ringraziarli. C’è un altro motivo per cui scrivo, ovvero l’importanza del parto in strutture ospedaliere di attrezzate di terzo livello. La mia è stata una gravidanza perfetta e ho fatto un parto naturale, eppure, quando ho espulso la placenta ho avuto una emorragia gravissima stimata attorno ai 2200cc che mi ha fatto scendere l’emoglobina a 4. Avere l’emoglobina a 4 all’improvviso (il minimo è 12) significa essere a un passo dall’andarsene. Ci ho messo mesi a elaborare quanto accaduto perché nella gioia della nascita non ho pensato a me stessa. Sono stata portata immediatamente in sala operatoria e da lì non ricordo più nulla», continua la 45enne.

«Mi sono svegliata in rianimazione il giorno dopo immobilizzata e intubata e senza Pietro, confusa e senza sapere bene cosa fosse accaduto. È stato difficile ma senza quattro emotrasfusioni e la prontezza degli anestesisti, ostetrici, ginecologi e rianimatori non ce l’avrei fatta. Donare il sangue è fondamentale così come affidarsi a strutture organizzate per partorire perché durante un parto naturale possono accadere molte cose ed essere lontani da una rianimazione può far virare in peggio le cose. Partorire a casa può essere romantico ma non penso sia una scelta saggia per il proprio bene e per quello del vostro bambino in momenti in cui i secondi fanno la differenza. Io mi sono persa i momenti più belli, quelli di quiete dopo un parto naturale, quelli in cui ci si gode il proprio bimbo sulla pancia e ci si rende conto di una nascita, ma posso dire di essere stata fortunata nella sfortuna. Ringrazio ancora tutto lo staff dell’ospedale e i donatori che mi hanno permesso di raccontarvelo».

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