Dopo la diffusione di chat privateFuga di messaggi e odio social: l'attrice Jameela Jamil riceve minacce di morte
Covermedia
27.1.2026 - 13:10
Jameela Jamil
L'attrice britannica travolta dalle reazioni online dopo la diffusione di chat private legate alla causa tra Blake Lively e Justin Baldoni.
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27.01.2026, 13:10
27.01.2026, 14:17
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Ventiquattro ore di odio. Insulti, accuse, inviti al suicidio. E minacce di morte. È quanto racconta di aver vissuto Jameela Jamil dopo la diffusione di alcuni messaggi privati che la riguardavano, finiti senza preavviso negli atti di una causa legale ad altissima esposizione mediatica.
L'attrice e attivista britannica si è ritrovata coinvolta suo malgrado nella battaglia giudiziaria che vede contrapposti Blake Lively e il suo co-protagonista e regista di «It Ends with Us», Justin Baldoni.
Nei documenti depositati in tribunale sono emerse chat risalenti all'agosto 2024, nelle quali Jamil si esprimeva in termini durissimi sull'attrice, arrivando a definirla «una presenza autodistruttiva».
A ricostruire la vicenda è stata la stessa Jamil in un lungo post pubblicato su Substack. «In breve», scrive, «ho parlato male in privato di un'attrice per il suo disastroso press tour dell'agosto 2024. Poi il telefono della persona a cui scrivevo è stato sequestrato e i messaggi sono finiti a una terza parte, con il risultato – classico e sfortunato – che i miei testi sono stati letti esattamente dalla persona di cui stavo parlando...».
Quattro mesi dopo, prosegue l'attrice, quella stessa persona ha avviato un'azione legale che coinvolgeva anche l'interlocutore dei messaggi. «E per qualche motivo, un anno dopo, i miei testi sono stati resi pubblici, pur avendo poca o nessuna rilevanza per il caso, con il mio nome non oscurato, davanti al mondo intero».
Preparata alla reazione
Consapevole delle conseguenze, Jamil racconta di essersi preparata alla reazione. «E infatti è arrivata», scrive. «Ventiquattro ore di minacce di morte, accuse di non essere una vera femminista e incoraggiamenti a togliermi la vita. È stato pesante».
I messaggi, ottenuti da Us Weekly, erano indirizzati alla pubblicista di Baldoni, Jennifer Abel, e sono stati depositati mentre prosegue la causa intentata da Lively, che accusa il regista di molestie sul set e di aver tentato di screditarla pubblicamente.
In un video pubblicato su TikTok, Jamil ha poi chiarito che le chat risalgono a mesi prima dell'avvio dell'azione legale. Una precisazione che, secondo quanto racconta, ha contribuito a ridimensionare la reazione.
«Quando ho chiarito la cronologia e il contesto», scrive ancora su Substack, «tutti si sono fermati un attimo. Hanno riletto i messaggi. L'oceano di odio si è ritirato, trasformandosi in un'ondata di solidarietà».
Il processo tra Blake Lively e Justin Baldoni dovrebbe iniziare a maggio.