Gabriele Muccino: «Tutto nasce e finisce nella famiglia»

CoverMedia

7.2.2018 - 13:11

Source: Covermedia

«A casa tutti bene» racconta un intreccio di relazioni umane che il regista romano non vuole sia catalogato come «un film sul disagio dei quarantenni».

Dopo anni di assenza dal Bel Paese Gabriele Muccino è tornato in Italia per raccontare le tensioni di una grande famiglia, firmando «A casa tutti bene».

«Il nomadismo che ho vissuto per dodici anni è finito, è un capitolo chiuso e non tornerò a vivere negli USA, non sono invece sicuro che non farò altri film in America. Volevo tornare a vivere in Italia, dove sono felice di essere tornato e dove ricomincerò a fare film», spiega Gabriele Muccino a MoviePlayer.

Il film vede nel cast grandi nomi italiani come Pierfrancesco Favino, Stefania Sandrelli, e Gian Marco Tognazzi, interpreti di un racconto corale che li vede esprimere ognuno i propri sentimenti, creando una sorta di «big bang delle relazioni umane».

«Ho voluto raccontare la società degli uomini; quando si allarga la famiglia diventa un villaggio tribale, è il big bang delle relazioni umane, perché tutto nasce e tutto finisce nella famiglia. Le dinamiche familiari sono le stesse che governano l'animo umano in tutte sue espressioni», prosegue il regista, affermando di non apprezzare nessuna «etichetta».

«Non vorrei mai catalogare questo film per l'età, è successo in passato che fossi quello dei film generazionali: qui non racconto generazioni, ma le latitudini dell'animo umano davanti alle difficoltà che la vita ti impone di affrontare. Perché la vita è “una burrasca”».

Tornare alla home page

CoverMedia