New MexicoGene Hackman e la moglie Betsy Arakawa trovati morti nella loro casa di Santa Fe. La polizia indaga
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27.2.2025 - 10:21
Gene Hackman e sua moglie sono stati trovati morti nella loro casa di Santa Fe, nel Nuovo Messico.
DMI
La star di Hollywood Gene Hackman e sua moglie Betsy Arakawa sono stati trovati senza vita nella loro casa di Santa Fe, in New Mexico. La polizia sta indagando.
Un addio improvviso e silenzioso per Gene Hackman. L'attore, due volte premio Oscar, è stato trovato morto nella sua abitazione di Santa Fe, nel New Mexico, accanto alla moglie Betsy Arakawa e al loro cane.
I media locali riferiscono che le autorità non sospettano un omicidio. Le indagini sono in corso e si attendono ulteriori informazioni, come riporta il "Dailymail".
Lo sceriffo della contea di Santa Fe Adan Mendoza ha confermato la notizia al Santa Fe New Mexican giovedì : «Possiamo confermare che Gene Hackman e sua moglie sono stati trovati morti mercoledì pomeriggio nella loro residenza di Sunset Trail. C'è un'indagine in corso».
Hackman, che si era ritirato dalle scene nel 2004 senza mai ripensarci, ha lasciato un segno indelebile nel cinema, attraversando generi diversi con una versatilità unica.
Western, thriller, commedie, drammi: il suo talento lo ha reso una delle figure più riconoscibili e rispettate di Hollywood.Nato il 30 gennaio 1930 a San Bernardino, in California, Hackman non è stato un talento precoce.
Un successo tardivo ma duraturo
Il successo è arrivato relativamente tardi, con il debutto a 34 anni in «Lilith», accanto a Warren Beatty. È stato proprio quest'ultimo a segnalarlo al regista Arthur Penn, che gli ha affidato un ruolo in «Gangster Story» (1967), il film cult su Bonnie e Clydeche gli è valso la prima nomination all'Oscar come miglior attore non protagonista
Da lì in poi, la sua carriera ha preso il volo. Nel 1971, il ruolo del poliziotto Jimmy «Popeye» Doyle in «Il braccio violento della legge» lo ha consacrato tra i grandi di Hollywood, portandogli l'Oscar e il Golden Globe come miglior attore protagonista.
Tre anni dopo, è diventato l'enigmatico investigatore de «La conversazione» di Francis Ford Coppola, un altro personaggio indimenticabile della sua filmografia. Versatile e mai banale, Hackman è passato con disinvoltura dalla commedia alla fantascienza.
Nel 1974 ha sorpreso il pubblico con una divertente apparizione in «Frankenstein Junior» di Mel Brooks, mentre nel 1978 ha dato volto a Lex Luthor, lo storico nemico di Superman nel film di Richard Donner.
Arriva il secondo Oscar
Gli anni Ottanta lo hanno visto protagonista di titoli di successo come «Mississippi Burning – Le radici dell'odio», che gli ha fruttato un'altra nomination agli Oscar, e «Due volte nella vita».
Il leggendario attore Gene Hackman.
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La seconda statuetta dell'Academy Award è arrivata nel 1992, grazie al ruolo dello sceriffo implacabile in «Gli spietati» di Clint Eastwood.
Un'interpretazione che ha confermato la sua straordinaria capacità di dare profondità a personaggi complessi e sfaccettati.
Negli anni successivi, Hackman ha continuato a collezionare successi, alternando western («Wyatt Earp», «Pronti a morire»), thriller («Potere assoluto», «Nemico pubblico») e commedie di culto come «Piume di struzzo» e «I Tenenbaum», in cui ha regalato una delle sue performance più iconiche nel ruolo del padre assente e scroccone.
Il ritiro dal cinema: «Non mi guardo indietro»
Il 2004 ha segnato il suo addio al cinema, con il film «Due candidati per una poltrona». Da quel momento, Hackman ha scelto di dedicarsi alla scrittura, pubblicando quattro romanzi e rimanendo lontano dai riflettori.
«Non mi guardo indietro», aveva dichiarato in più di un'occasione. E così ha fatto, con la stessa coerenza con cui ha vissuto la sua carriera.Oggi il mondo del cinema piange la perdita di un attore che ha saputo attraversare decenni di Hollywood con carisma e talento.
Gene Hackman lascia un'eredità immensa, fatta di personaggi che rimarranno per sempre impressi nella memoria del pubblico.