Polemica contro la RAI Ghali censurato alle Olimpiadi? «Pace? Armonia? Non ho sentito nulla di tutto ciò»

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7.2.2026 - 15:36

Ghali durante la sua esibizione alla cerimonia di apertura a San Siro delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.
Ghali durante la sua esibizione alla cerimonia di apertura a San Siro delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.
KEYSTONE

La cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina ha scatenato polemiche sui social per la gestione della performance del rapper italiano da parte della RAI, che non gli ha offerto primi piani né citazioni. Ma non si è fatta attendere nemmeno la sua reazione.

Sara Matasci

Hai fretta? blue News riassume per te

  • La RAI è finita al centro di una polemica per la gestione della performance del rapper Ghali durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026.
  • Molti spettatori hanno infatti notato l'assenza di primi piani e citazioni per l'artista italiano, nonostante il suo ruolo significativo durante l'evento.
  • Il 23enne ha recitato la poesia «Promemoria» di Gianni Rodari in italiano, inglese e francese, un momento toccante che non ha ricevuto l'attenzione meritata dall'emittente pubblica italiana.
  • Questo ha portato a critiche sui social, dove alcuni hanno parlato di «censura» e «trattamento irrispettoso» nei confronti del rapper.
  • La presenza di Ghali alla cerimonia era già stata oggetto di discussione a causa delle sue note posizioni politiche.

La RAI è finita al centro di una polemica per la gestione della performance del rapper Ghali durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Molti spettatori hanno infatti notato l'assenza di primi piani e citazioni per l'artista italiano, nonostante il suo ruolo significativo durante l'evento.

Come riporta tra gli altri «VanityFair», la telecronaca del direttore di «RaiSport», Paolo Petracca, era già in dubbio per diverse gaffe, tra cui la confusione tra personalità e la mancata identificazione di atleti noti. Ma ciò che ha attirato maggiormente l'attenzione è stata appunto la percezione di un «oscuramento» del 23enne, che è apparso come uno dei tanti performer sul palco, piuttosto che come uno dei protagonisti.

Ghali ha recitato la poesia «Promemoria» di Gianni Rodari in italiano, inglese e francese, un momento toccante che non ha ricevuto l'attenzione meritata dall'emittente pubblica italiana.

Questo ha portato a critiche sui social, dove alcuni hanno parlato di «censura» e «trattamento irrispettoso» nei confronti del rapper.

«Pace? Armonia? Umanità? Non ho sentito niente di tutto questo»

Oltre alle voci polemiche moltiplicatesi sui social, non è mancata la reazione del diretto interessato, che come di consueto ha fatto sentire la sua voce.

«Pace? Armonia? Umanità? Non ho sentito niente di tutto questo ieri sera, ma l'ho sentito attraverso i vostri messaggi. Le persone sono ciò che conta davvero e, in un momento di così tanto odio, vi prego di non giocare il loro gioco e di rispondere sempre come vorremmo che il mondo fosse. Ci sono cose da non fare mai», ha infatti scritto il cantante italiano sui suoi profili.

Polemiche già prima della cerimonia

La presenza di Ghali alla cerimonia era già stata oggetto di discussione a causa delle sue note posizioni politiche.

Il ministro per lo Sport, Giovanni Abodi, aveva suggerito che l'artista non avrebbe avuto libertà totale nella sua esibizione, riferendosi alle dichiarazioni del rapper sulla questione palestinese fatte a Sanremo 2024.

Alla vigilia dell'apertura dei Giochi, il 23enne aveva poi pubblicato una lettera sui social media, esprimendo il suo disappunto per le restrizioni imposte alla sua performance. Ha sottolineato come la sua voce fosse stata «corretta» e come una parte della sua esibizione, in particolare l'uso della lingua araba, fosse stata considerata «di troppo».

Il post di Ghali, caratterizzato da frasi che iniziavano con «Lo so», ha evidenziato la sua consapevolezza delle dinamiche dietro la sua partecipazione all'evento. Ha anche accennato al fatto che, in passato, non gli era stato permesso di cantare l'Inno d'Italia, eseguito invece da Laura Pausini durante la cerimonia.

La controversia si è spostata dal semplice fatto della presenza del rapper sul palco al modo in cui la sua esibizione è stata trattata dalla televisione pubblica.

L'assenza di primi piani e la mancata valorizzazione di uno dei momenti più intensi della serata hanno alimentato le accuse di un «oscuramento» editoriale da parte della RAI.