Con la voce rotta e il peso del passato addosso, il principe Harry si presenta in tribunale a Londra per affrontare i tabloid, accusandoli di aver distrutto la sua privacy e trasformato la sua vita - e quella di Meghan - in un incubo.
Hai fretta? blue News riassume per te
- Harry ha raccontato davanti all’Alta Corte di Londra quanto il rapporto con la stampa britannica abbia segnato profondamente la sua vita privata e quella della moglie Meghan Markle.
- Il duca del Sussex ha parlato di un trauma che si ripete, legato anche alla morte di Lady Diana, denunciando una persecuzione mediatica che lo ha spinto ad allontanarsi dal Regno Unito.
- Al centro del processo ci sono accuse di intercettazioni telefoniche e raccolta illecita di informazioni da parte del gruppo editoriale del «Daily Mail», contestate anche da altre celebrità.
Visibilmente scosso, il principe Harry è comparso mercoledì 21 gennaio davanti all'Alta Corte di Londra.
Il duca del Sussex è tornato nel Regno Unito per partecipare al processo sulle presunte intercettazioni telefoniche che lo vede, insieme ad altri personaggi pubblici, contrapposto all'Associated Newspapers Ltd (ANL), editore del «Daily Mail» e del «Mail on Sunday».
Secondo i media britannici, fra cui «Skynews», nel corso della sua deposizione, durata poco meno di due ore, il 41enne ha raccontato quanto il rapporto conflittuale con la stampa abbia inciso profondamente sulla sua vita privata e su quella della moglie Meghan Markle.
Rivivere questa vicenda è «fondamentalmente sbagliato», ha dichiarato in aula, spiegando che lui e la moglie chiedevano soltanto delle scuse e l'assunzione di responsabilità. Un'esperienza definita «orribile», durante la quale - ha aggiunto - i media avrebbero continuato a perseguitarlo, rendendo «un inferno» la vita della duchessa del Sussex.
Il principe ha descritto quanto sta vivendo come una «esperienza traumatica che si ripete», una dolorosa riapertura di ferite legate alla morte della madre, Lady Diana, che tornano a galla ogni volta che un tabloid pubblica notizie su di lui.
Harry si è detto convinto di essere stato trattato come lei, braccato e trasformato in un prodotto mediatico, una percezione che ha contribuito alla sua decisione di allontanarsi da Londra e dagli obblighi legati al ruolo di royal senior.
La ferita mai rimarginata con i tabloid
Dopo la morte della principessa del Galles, nel 1997, le intrusioni della stampa nella vita dei membri della famiglia reale si sarebbero attenuate, senza però scomparire del tutto.
Notizie e indiscrezioni, nel tempo, avrebbero continuato a emergere dai palazzi reali. Sedersi in tribunale e rivivere tutto questo, sentendosi negare qualsiasi diritto alla privacy, è stato definito da Harry «disgustoso».
Il principe ha inoltre ribadito di non aver mai avuto rapporti personali con i giornalisti del «Mail», respingendo le insinuazioni avanzate in aula dal legale di ANL, Anthony White: «Non sono amico di nessuno di questi giornalisti e non lo sono mai stato», ha precisato.
Le intercettazioni al centro dell'inchiesta
Secondo le accuse, come riferisce fra gli altri «Vanity Fair», il gruppo editoriale avrebbe ottenuto informazioni riservate attraverso intercettazioni telefoniche avvenute tra il 2001 e il 2013.
Al centro del caso figurano anche firme note delle due testate coinvolte, tra cui Rebecca English, accusata di aver avuto accesso a dettagli estremamente precisi - come posti sugli aerei, orari dei voli e piani di viaggio - relativi a Chelsy Davy, all'epoca compagna di Harry.
Da quelle informazioni sarebbero poi nati 14 articoli che, come sostenuto dalla difesa del principe, avrebbero avuto un impatto altamente invasivo e dannoso, concentrandosi soprattutto sulle sue relazioni sentimentali prima dell’incontro con Meghan Markle.
Oltre al duca del Sussex, hanno intentato causa contro l'Associated Newspapers Ltd anche Liz Hurley, Elton John con il marito David Furnish, la baronessa Doreen Lawrence, sir Simon Hughes e Sadie Frost, ex moglie di Jude Law. T
utti sostengono di essere stati spiati con mezzi illeciti e chiedono ora che venga fatta piena luce sui fatti.