Sapevate che ha 7 lauree?Il divino Otelma avverte la premier Meloni: «Se non farà ciò che diremo, perderà le elezioni»
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20.5.2026 - 14:38
Il divino Otelma in occasione della 12esima puntata della trasmissione tv «l'Isola dei famosi 9».
imago images/Independent Photo Agency Int.
Il divino Otelma racconta la sua carriera e le sue sette lauree, spiegando perché ha rifiutato una carriera in banca. Il genovese, oltre a parlare di Marco Pannella («Un gigante tra i nani»), lancia un avvertimento alla premier Meloni sulle prossime elezioni.
Marco Amleto Belelli, in arte Otelma il divino, spiega come il termine mago significhi «sapiente», e non cialtrone.
Il 77enne ha alle spalle un percorso accademico di tutto rispetto: sette lauree, tra cui scienze politiche, filosofia e antropologia culturale.
Era stato contattato da due banche, ma non trovò quell'ambiente congeniale: «Persone tristi e grigie».
Le sue affiliazioni politiche sono state diverse nel corso dei decenni: dal Msi alla Dc per poi passare ai radicali di Marco Pannella, di cui dice: «Un gigante in mezzo ai nani».
Il divino sostiene di conoscere già il futuro politico della premier italiana Giorgia Meloni. «Se non farà esattamente quello che diremo, perderà le elezioni. Deve decollare Nordio, in gran fretta».
Il genovese dice di aver sposato due donne, ma si è innamorato almeno «una cinquantina di volte».
Il suo lavoro si divide tra previsioni globali e consulti personali, per i quali chiede 100 euro, per quelli telefonici o postali. «C'è un tariffario, è tutto trasparente, ho la partita Iva».
Sulle presunte centinaia di guarigioni da lui promosse non si espone: «La Chiesa vuole il monopolio dei miracoli».
Otelma crede nella reincarnazione e dunque non teme la morte: «Non siamo solo carne, la vita fisica non è unica. La morte non esiste».
Si chiama Marco Amleto Belelli all'anagrafe, ma tutti lo conoscono come Otelma. Il nome d'arte non è altro che il suo nome di battesimo, Amleto, letto al contrario.
Settantasette anni, quasi cinquanta di carriera alle spalle e un volto familiare per chi segue i talk show televisivi italiani. In un'ampia intervista al «Corriere della Sera», il genovese ripercorre la sua vita professionale e le sue convinzioni più profonde.
C'è un aspetto che lo infastidisce particolarmente: l'interpretazione comune del termine «mago».
«La crassa ignoranza del popolo non sa che l'etimo di mago significa sapiente», spiega con il suo tono caratteristico. Invece, lamenta, la gente associa questa parola a figure poco edificanti.
«Pensano a quel cialtrone di Do Nascimento», riferendosi al cosiddetto «Maestro di vita» finito coinvolto nelle truffe di Wanna Marchi.
Un percorso accademico sorprendente
Otelma non è solo un veggente televisivo. Vanta un percorso di studi decisamente ampio.
Nel corso dell'intervista, elenca i suoi titoli accademici: Scienze politiche, Storia, Scienze storiche e religiose sia triennale che specialistica, Antropologia culturale, Filosofia e Lettere moderne e spettacolo. «Sul mio sito ci sono le foto dei diplomi», precisa.
Il divino Otelma, le 7 lauree e la tariffa per i consulti: «100 euro per quella online, ma pago le tasse» https://t.co/ZU2v4ycoaG
Con simili credenziali, avrebbe potuto intraprendere la carriera diplomatica. Ma non ha mai cercato un impiego tradizionale. Le attività manuali erano escluse dalle sue aspirazioni.
Così come tutti quei lavori «destinati alla subordinazione, al cartellino, che considero forme schiavistiche», racconta.
Dopo la laurea in Scienze politiche all'università di Genova, racconta di essere stato contattato da due banche. Ma non ha trovato quell'ambiente congeniale: «Persone tristi e grigie».
Sulla politica italiana
Il 77enne ha anche un passato politico articolato. Da giovane era vicino alla Giovane Italia del Msi. Poi si avvicinò alla Dc e successivamente entrò nell'associazione Radicale.
Di Marco Pannella conserva un ricordo vivido: «Ammiravo la sua eloquenza, la capacità di ammaliare le masse. Un gigante tra i nani».
Anche l'attualità politica riceve la sua attenzione e il divino sostiene di conoscere già il futuro politico di Giorgia Meloni: «Se non farà esattamente quello che diremo, perderà le elezioni», afferma senza mezzi termini.
Quali sarebbero allora le sue indicazioni per la presidente del Consiglio? «Decollare Nordio in gran fretta. Tagliare la testa e via».
E poi «basta con questa storia dei centri per migranti in Albania». Infine «chiuda i porti, come decise Salvini».
La sua attività divinatoria si divide in due ambiti principali: previsioni globali e consultazioni individuali. Tra le prime, rivendica alcuni successi. Dice di aver predetto «la vittoria di Trump», «la sciagura del Covid» e il risultato del referendum sulla Giustizia.
Per i consulti personali, il tariffario è trasparente: 100 euro per quelli telefonici o postali. «C'è un tariffario, è tutto trasparente, ho la partita Iva», specifica.
Tra i suoi clienti, sostiene, ci sarebbero «molti politici e parlamentari di ogni partito». Ma anche imprenditori, commercianti e casalinghe si rivolgono a lui.
Fede, amore e reincarnazione
Alla domanda se creda in Dio, risponde: «Dipende. Se intendiamo un ente supremo che sovrasta l'individualità, sì». E aggiunge una riflessione sulle religioni: «Pensiamo che le religioni siano una via per accedere alla Verità, alcune più, altre meno».
Parlando di sentimenti, racconta di essersi sposato due volte. «A 37 anni, a Udaipur, con una indiana e a 44 con una brasiliana, in Italia, con cerimonia privata non religiosa». Rivela però di essersi innamorato «una cinquantina di volte».
Sulla morte ha una visione ben precisa, legata alla credenza nella reincarnazione. «Una vita è troppo breve per potersi realizzare, capire se stessi e il senso dell'esistenza», spiega.
Per questo non teme la fine: «Non siamo solo carne, la vita fisica non è unica. La morte non esiste».
L'esperienza televisiva e le guarigioni
Tra gli aspetti più discussi della sua attività ci sono i riferimenti ai rituali taumaturgici.
Il ligure sostiene che durante le sue apparizioni a Odiens furono eseguiti «due volte» rituali in diretta televisiva. Successivamente sarebbero arrivate «centinaia di lettere con annunci di guarigione».
Ma preferisce restare nell'ombra perché «ovviamente la Chiesa vuole il monopolio dei miracoli».