Intervista a blue NewsIl Volo arriva a Zurigo: «Cantiamo solo canzoni che sentiamo»
Carlotta Henggeler
2.12.2025
Il gruppo italiano Il Volo riempie le sale di tutto il mondo con il suo mix di musica classica e pop. In questo mese di dicembre il trio farà tappa a Zurigo. blue News ha quindi voluto fare quattro chiacchiere con Piero Barone e Gianluca Ginoble, che parlano del successo, delle incongruenze stilistiche e del perché si sono quasi persi.
Carlotta Henggeler
02.12.2025, 09:00
Carlotta Henggeler
Hai fretta? blue News riassume per te
Il gruppo italiano Il Volo si è formato nel 2009 durante il casting della trasmissione TV «Ti lascio una canzone», a cui i tre membri avevano in realtà partecipato come artisti solisti.
Con il loro mix di musica classica, pop e bel canto, il trio ha riscosso un successo mondiale, soprattutto in Sud America.
Nel 2015 hanno partecipato all'Eurovision Song Contest di Vienna con «Grande amore», classificandosi al terzo posto.
Il vostro gruppo, Il Volo, è stato creato nel 2009 durante il casting per la trasmissione TV «Ti lascio una canzone», dove inizialmente vi siete esibiti da solisti. Che ricordi avete del vostro inizio?
Piero Barone: È pazzesco pensare che abbiamo rischiato di non incontrarci. Se uno di noi avesse partecipato al programma una stagione prima o a una dopo, oggi Il Volo non esisterebbe. La nostra più grande fortuna è stato quel momento perfetto.
Il Volo ha partecipato all'ESC di Vienna nel 2015 ed è arrivato terzo per l'Italia con la canzone «Grande amore». Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble (da destra a sinistra) si esibiscono come trio pop lirico.
zVg
Il vostro sound unisce musica classica, pop e lirica: come spieghereste il vostro stile a chi non vi ha mai sentiti prima?
Piero Barone: Il Volo è un mix. Non siamo né troppo classici né troppo pop: è proprio questa miscela che ci rende ciò che siamo.
Avete successo in tutto il mondo. Perché, secondo voi, la musica italiana è sempre così ben accolta?
Piero Barone: Stiamo solo seguendo il percorso che i grandi hanno fatto prima di noi, Penso a Pavarotti, a Bocelli o a Ramazzotti, i quali ci hanno aperto la strada. È il linguaggio che funziona, i sentimenti che il linguaggio è in grado di trasmettere.
Il vostro tour mondiale 2024/2025 farà tappa all'Hallenstadion di Zurigo l'11 dicembre. Come vi preparate a un tour di questa portata?
Gianluca Ginoble: Abbiamo dei rituali fissi: leggere, allenarci, giocare a tennis. E l'armonia nel backstage è fondamentale, altrimenti non si può resistere tre mesi in tournée insieme. Io, ad esempio, medito spesso e leggo per istruirmi. Per me è importante che il mio corpo e la mia mente siano in armonia. In questo modo sono equilibrato per il tour.
Il vostro album «Live at the Valley of the Temples» contiene molti classici della lirica come «Nessun dorma» o «Miserere». Come scegliete le canzoni?
Gianluca Ginoble: Cantiamo solo canzoni che sentiamo davvero, non solo quello che il pubblico si aspetta. Fortunatamente spesso riusciamo a toccare il nervo giusto.
C'è un altro obiettivo artistico che volete raggiungere?
Piero Barone: La cosa più importante è vivere il presente. Avere troppi progetti per il futuro è dannoso, sia nel lavoro che nella vita. Facciamo musica e seguiamo quello che la vita ci riserva, lasciandoci sorprendere.