A 85 anni Nuovo singolo per Iva Zanicchi, che ammette: «Non sono una santa, finirò in Purgatorio per un bel po'»

Covermedia

24.4.2025 - 13:00

Iva Zanicchi
Iva Zanicchi

A 85 anni e con oltre sei decenni di carriera, l'Aquila di Ligonchio si confessa al Corriere della Sera: il ritorno alla musica con il brano «Dolce far niente», i ricordi d'amore, le scelte sbagliate, la politica e l'aldilà. «Non sono una santa, ma ho vissuto con gioia. E senza mai annoiarmi».

Covermedia

Iva Zanicchi torna con un nuovo singolo dal titolo evocativo, «Dolce far niente», in uscita il 2 maggio.

A 85 anni e con una carriera lunga oltre sessant'anni, la voce più nazionalpopolare della musica italiana si racconta in un'intervista al Corriere della Sera, tra ricordi, ironia e qualche bilancio.

«Guai a prenderlo alla lettera – precisa – quello è un far niente pericoloso. Finché si può, bisogna essere attivi, fare progetti, amare, godersi la natura». La canzone, prodotta da Time Records, fonde la sua voce melodica con i suoni Afro-House del duo A-Clark & VINNY: «È un bel connubio tra la tradizione e il contemporaneo, con un ritmo afro-beat che mi ha conquistato subito».

Un brano pieno di nostalgia e speranza, con il sapore della «dolce vita felliniana»: «Parla dei ricordi dolci, belli, di una vita – anche se fosse ieri l'altro. Spiaggia, mare... sicuramente una canzone estiva». Ma la nostalgia, per Iva, ha anche un volto preciso: quello di Fausto, il grande amore della sua vita.

«Con Pippi – così lo chiamavo – eravamo in simbiosi. Abbiamo litigato tanto, sì, ma anche riso tantissimo. E il segreto di un'unione felice è proprio questo: ridere. È la noia che uccide la convivenza, e noi non ci siamo mai annoiati».

I ricordi di Sanremo

Parlando di ricordi, inevitabile citare Sanremo: «Il più bello fu quello con Bobby Solo, portavamo «Zingara». Eravamo giovani, entusiasti, e fu un successo clamoroso. La canto ancora, purtroppo... perché ovunque vada, mi dicono: dai, attacca «Zingara»!». Ride, e ammette: «Un tormento. Anche se adesso mi chiedono pure le barzellette».

Non tutti i Sanremo, però, le hanno lasciato bei ricordi: «Quello del 2009 fu amaro. Roberto Benigni fece un intervento prima della mia esibizione, bersagliando la mia canzone. Ci rimasi malissimo. Poi ci siamo chiariti: è una persona squisita, ma sul momento mi ferì molto».

Errori ne ha fatti «tantissimi»

Se c'è qualcosa che Iva non ha mai fatto, è nascondere i propri errori. Anzi, li rivendica con orgoglio: «Ne ho fatti tantissimi. Ho alternato brani sofisticati a canzoni per bambini, pezzi impegnati a cose leggerissime. A volte avrei dovuto essere più coerente, ma me ne sono sempre fregata. E, non so perché, la gente mi ama lo stesso».

La politica e Berlusconi

Un altro passo controverso? La politica. «Un errore, forse. In Italia non la perdonano a nessuno, nemmeno a me. Ma giuro che non fu Berlusconi a convincermi. Quando gli dissi che volevo candidarmi, mi rispose: «Tu sei pazza, hai un programma che funziona, guadagni bene, la gente ti vuole bene... perché ti vuoi infilare in politica?"».

Nonostante tutto, si autofinanziò la campagna: «Girai tutti i mercati del Nord-Est. Mi regalavano frutta, verdura... una volta tornai a casa con un pesce enorme sotto l'ascella. Spesi 15.000 euro. E c'era chi ne buttava due milioni...».

Talent show? «Non sono portata»

Negli ultimi anni è tornata spesso in TV come giurata nei talent show, anche se ammette di non sentirsi portata: «Non la so fare la giurata. Do 10 a tutti. Che voto puoi dare a un bambino o a un vecchio, se non 10? Mi fanno tenerezza».

Ma chi pensa che Iva Zanicchi sia una donna infaticabile si sbaglia: «Sono una pigra colossale. Posso restare ore a guardare una foglia per vedere se cade o no. Ma ho il senso di colpa tipico dei pigri, colpa di mia madre che non mi voleva mai vedere ferma. Così finisce che faccio più cose di chi non è pigro».

Verso il futuro

E se pensa al futuro, lo fa con il sorriso e la solita ironia: «Credo che il Signore mi metterà un bel po' in Purgatorio. Non sono una santa, sono stata cattiva. Ma anche tanto felice. E quello, forse, vale più di tutto».