Prima semifinale dell'ESC Un grande show dà il via a Eurovision: in finale volano i favoriti, con loro anche Israele

SDA

13.5.2026 - 08:37

Prima battaglia archiviata al 70esimo Eurovision Song Contest 2026 di Vienna e, almeno in gran parte, i favoriti della vigilia hanno rispettato i pronostici. Finlandia e Grecia, indicate da mesi tra le principali candidate alla vittoria finale, hanno conquistato senza difficoltà il pass per la finale insieme alla Moldova, trascinata dal suo tormentone dance.

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Keystone-SDA, Sara Matasci

Ad aprire il primo semifinale è stata la Moldova con il pop-rapper Satoshi e il brano «Viva, Moldova!», accompagnato da animazioni di Playmobil danzanti. Un'esibizione festosa che ha subito acceso la Wiener Stadthalle.

Poco dopo la svedese Felicia ha portato sul palco «My System», mix di elettronica aggressiva e voce volutamente instabile.

Tra i momenti più attesi della serata, la performance della Finlandia con il duo Linda Lampenius & Pete Parkkonen, che ha convinto con «Liekinheitin», fusione di pop elettronico drammatico e inserti di violino classico in una scenografia minimalista.

Qualificazione senza sorprese anche per la Grecia.

Passa il turno pure Israele grazie a Noam Bettan. Il cantante israeliano ha conquistato il pubblico nonostante le contestazioni e alcuni fischi isolati in sala legati alla partecipazione dello Stato ebraico.

Tra le sorprese positive della serata il Belgio: Essyla, con il brano dance-pop «Dancing on the Ice», ha ribaltato i pronostici ottenendo un posto in finale. Promossi anche Serbia, Lituania, Polonia e Croazia.

Tra i quindici artisti che si sono esibiti durante la prima semifinale c'è stato anche l'italiano Sal Da Vinci con la sua «Per Sempre Sì» (e il cui video delle prove aveva infiammato i social, diventando in poche ore il contenuto più visualizzato, condiviso e commentato tra quelli legati all'Eurovision) e la tedesca Sarah Engels con «Fire», già qualificati di diritto per la finale insieme all'Austria, Paese ospitante e campione in carica, così come Francia e Regno Unito, che invece saranno sul palco nella seconda semifinale di giovedì 14 maggio.

La svizzera Veronica Fusaro sarà invece sul palco giovedì sera.

Fuori Portogallo, Georgia, Estonia e San Marino

Eliminazione invece per il Portogallo, penalizzato dal quintetto maschile Bandidos do Cante e dalla loro ballata «Rosa», giudicata troppo tradizionale.

Fuori anche la Georgia con il trio Bzikebi, travestito da «angeli gialli», e l'Estonia con le Vanilla Ninja.

Nessuna finale nemmeno per Boy George, ospite della cantante di San Marino Senhit nel brano «Superstar», che non è riuscita a conquistare abbastanza voti.

A dare ritmo allo show i presentatori Swarovski e Ostrowski

La serata si era aperta con un momento malinconico: un filmato raccontava la storia di una coppia gay che segue insieme l'Eurovision nel corso dei decenni, fino alla morte di uno dei due partner.

A chiudere la sequenza è stata Vicky Leandros, che ha interpretato dal vivo «L'amour est bleu».

A dare ritmo allo show anche i presentatori Victoria Swarovski e Michael Ostrowski, protagonisti di sketch e numeri ironici, tra cui una gag sulla storica confusione tra Austria e Australia insieme all'ex concorrente australiano Go-Jo, con tanto di canguro danzante e gigantesca Mozartkugel sul palco.

Non sono mancate le proteste anti-Israele

Come detto, non sono mancate le proteste per la partecipazione di Israele, sia durante la serata, che in precedenza.

Sulla centralissima Schwedenplatz di Vienna erano state disposte piccole bare dagli attivisti Pro Pal, a simboleggiare tutti i morti a Gaza. Il tutto in una Vienna blindata da un massiccio dispositivo di sicurezza.

Al grido di «Nessun palco per il genocidio», i manifestanti si preparano anche a una protesta in musica venerdì e a un corteo sabato 16 maggio, giorno della finale del contest.

Il più vasto boicottaggio politico nella storia del concorso

Ma ricordiamo che c'è stato anche il più vasto boicottaggio politico nella storia del concorso.

Ben cinque Paesi - Spagna, Irlanda, Slovenia, Paesi Bassi e Islanda - si sono ritirati dalla gara in segno di dissenso contro le operazioni militari nella Striscia di Gaza e contro la disparità di trattamento rispetto alla Russia, esclusa dall'ECS dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022.

Le defezioni sarebbero state ancora più ampie se Bulgaria, Romania e Moldavia non avessero deciso di rientrare.

Alle polemiche si è aggiunta la campagna «No Music for Genocide»: oltre 1'100 artisti, tra cui Macklemore, Peter Gabriel e i Massive Attack, hanno firmato una lettera aperta contro la partecipazione di Israele.