Johnny Depp: ritirato spot Dior dopo le proteste dei Nativi Americani

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2.9.2019 - 11:10

'Fantastic Beasts' The Crimes of The Grindlewald UK Premiere Arrivals at Leicester Square, London. Featuring: Johnny Depp Where: London, United Kingdom When: 13 Nov 2018 Credit: WENN.com
Source: WENN.com

La comunità indigena si è ribellata di fronte alla pubblicità, ritenuta razzista.

Una pubblicità Christian Dior con testimonial Johnny Depp è stata ritirata dal mercato in seguito alle proteste di un gruppo di attivisti Nativi Americani.

Lo spot, dopo il lancio su Twitter, è stata giudicato «razzista e profondamente offensivo» dai rappresentanti della comunità indigena, spingendo il luxury brand a farne sparire ogni traccia dal web.

Nella pubblicità si vedeva Depp suonare la chitarra nel deserto mentre la co-star nativo-americana, Canku One Star, interpretava una danza di guerra tipica delle popolazioni locali e l'attrice canadese Tanaya Beatty seguiva a distanza Depp.

Il brand è stato accusato di essersi preso gioco della cultura nativo-americana e di averne tratto profitto, mediante una appropriazione culturale.

«Quindi mi state dicendo che @Dior sta traendo profitto dalla cultura e dall’immagine indigena, assumendo JOHNNY DEPP per lo spot di un profumo chiamato SAUVAGE?! A chi è venuta in mente questa idea?», ha scritto l’attrice Kawennahere Devery Jacobs, discendente dei Mohawk.

Hanay Geiogamah, docente dell’Università della California, nonché membro della tribù dei Kiowa, ha dichiarato al The Washington Post di ritenere la campagna «un’arrogante appropriazione di immagini eseguite senza fantasia».

Per difendersi dalle accuse, Dior, Depp e il regista Jean-Baptiste Mondino hanno dichiarato di aver consultato la Americans for Indian Opportunity (AIO), un’organizzazione vicina alla cultura nativo-americana, per «non scadere nei cliché e per evitare ogni forma di appropriazione e sovversione culturale che spesso contamina immagini che rappresentano i popoli indigeni».

Nel comunicato, un rappresentante di Dior ha difeso la campagna come parte di un lavoro condotto con la AIO per «cambiare la cattiva percezione del pubblico sui Nativi Americani».

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