Ombre clinicheLa figlia di Vittorio Sgarbi rompe il silenzio: «È fragile e nessuno ci dice la verità»
fon
17.1.2026
Vittorio Sgarbi è apparso in TV.
Imago
Evelina Sgarbi torna all'attacco e racconta la sua battaglia per fare luce sulle condizioni di salute e sulla gestione degli interessi del padre Vittorio, tra sospetti, ricorsi legali e silenzi che non la convincono.
Evelina Sgarbi denuncia di non avere accesso alle cartelle cliniche del padre e teme che dietro il silenzio dei medici si nasconda una situazione molto grave.
Il Tribunale ha respinto la richiesta di un amministratore di sostegno, ma ha disposto una perizia sulle capacità cognitive di Vittorio Sgarbi fissata per maggio 2026.
La figlia accusa l'entourage del critico d’arte, in particolare la compagna Sabrina Colle, di gestire i suoi interessi economici mentre lei e il fratello restano esclusi.
La battaglia di Evelina Sgarbi va avanti senza pause. La figlia di Vittorio Sgarbi è tornata a esporsi pubblicamente parlando delle condizioni di salute del padre e delle difficoltà che, a suo dire, incontra nel partecipare alle decisioni più delicate che lo riguardano, secondo quanto raccontato a «Verissimo».
A far discutere, nelle ultime settimane, è stata anche l'apparizione televisiva del critico d'arte a «Domenica In», dove si è presentato per promuovere un libro. Un intervento che ha colpito il pubblico per l'immagine di estrema fragilità restituita. Una situazione che, secondo Evelina, avrebbe dovuto indurre chi gli è vicino a maggiore cautela e chiarezza.
La figlia ha riferito che alcuni medici, dopo averlo visto in tv, avrebbero ipotizzato possibili ischemie cerebrali, metastasi o l'effetto di terapie psicologiche particolarmente invasive.
«Non ho accesso alle cartelle cliniche di mio padre e non ricevo alcun aggiornamento dai medici che lo seguono», ha spiegato nel corso dell'intervista con Silvia Toffanin.
Una mancanza di informazioni che alimenta in lei il sospetto che «ci sia qualcosa di serio e grave» e che l'ha spinta a rivolgersi al Tribunale, chiedendo la nomina di un amministratore di sostegno.
«Non è sufficiente uno psicologo»
La richiesta è stata respinta, ma il giudice ha comunque disposto una perizia medica sulle capacità cognitive di Vittorio Sgarbi, fissata per maggio 2026, per valutare se sia in grado di compiere atti di straordinaria amministrazione, come un eventuale matrimonio o decisioni patrimoniali rilevanti.
«È comunque un passo avanti», riconosce Evelina, pur esprimendo forti riserve sul metodo: la valutazione sarà affidata a uno psicologo e non a uno psichiatra o a un’équipe multidisciplinare. «Secondo me non è sufficiente uno psicologo per affrontare un quadro così complesso», osserva, sottolineando come la depressione e le condizioni generali del padre avrebbero richiesto un approccio più articolato.
Alla perizia prenderanno parte anche consulenti di parte indicati dai legali di Evelina e, con tutta probabilità, anche quelli del fratello Carlo, «che vuole anche lui fare chiarezza».
A pesare maggiormente, però, è il muro che Evelina sostiene di incontrare ogni volta che chiede informazioni sanitarie sul padre.
Racconta di una richiesta avanzata dall’avvocato di Vittorio Sgarbi per impedire a lei e al fratello di nominare periti di parte e, in ogni caso, per non fornire loro la documentazione clinica. «Cosa c’è di così grave e indicibile in quelle cartelle cliniche da doverle nascondere?», si chiede.
«Vittorio è debole, fragile e plagiato»
La figlia descrive il padre come «debole, fragile e plagiato», temendo che possa essere facilmente influenzato o addirittura «ricattato». Nelle sue accuse torna anche la figura di Sabrina Colle, compagna del critico d'arte, che - secondo Evelina - avrebbe un ruolo centrale nella gestione dei suoi interessi economici.
«È lei ad avere società che incassano dai lavori di mio padre», ha dichiarato, respingendo qualsiasi accusa di interesse personale. «Per fortuna il tribunale ha stabilito che il matrimonio non si può fare».
Di Sabrina Colle aggiunge: «Non mi è mai piaciuta, a pelle, fin da quando ero piccola. A parte questo, non c’è mai stata davvero. Solo dal 2023 sembra un po’ più presente, prima l’ho vista pochissime volte».
Sul piano patrimoniale, Evelina ammette di non avere oggi un quadro completo della situazione economica del padre e della Fondazione a lui legata, dalla quale i figli risultano esclusi.
Ma annuncia una nuova fase: «Da domani inizieremo a cercare informazioni sul patrimonio di mio padre. Affideremo il lavoro a dei consulenti sulla Fondazione e, se non basterà, ci rivolgeremo alle autorità competenti».
La sua posizione resta ferma. «Se lasciassi perdere, me ne pentirei», conclude. «Non cerco rassicurazioni da chi gli sta intorno, ma certezze mediche, documenti e cartelle cliniche».