Lutto a HollywoodÈ morto a soli 46 anni James Ransone, il volto di Ziggy Sobotka in «The Wire»
Covermedia
22.12.2025 - 09:30
James Ransone
L'attore statunitense, noto per il ruolo di Ziggy Sobotka nella serie cult HBO, è scomparso. Il decesso è classificato come suicidio. Lascia la moglie e due figli.
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22.12.2025, 09:30
22.12.2025, 09:40
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James Ransone è morto all'età di 46 anni. A confermarlo sono i registri del medico legale della Contea di Los Angeles, che indicano il suicidio come causa del decesso. L'attore lascia la moglie, Jamie McPhee, e i loro due figli.
Ransone era diventato un volto riconoscibile del piccolo schermo grazie al ruolo di Ziggy Sobotka in «The Wire», la serie HBO considerata una delle più influenti della storia della televisione. Un personaggio fragile e irrequieto, diventato simbolo di una narrazione cruda e senza sconti, che ha contribuito a rendere l'attore un interprete di culto.
Nel cinema aveva raggiunto il grande pubblico con «It – Capitolo Due», dove interpretava Eddie Kaspbrak adulto, nel sequel tratto dal romanzo di Stephen King. Una partecipazione che lo aveva inserito in un franchise globale senza snaturarne l'identità artistica.
La sua filmografia attraversa oltre due decenni di televisione e cinema: da «CSI» a «Law & Order», da «Burn Notice» a «Hawaii Five-0», fino a «Treme», «Bosch» e «Poker Face». Ruoli spesso laterali ma incisivi, capaci di lasciare un segno anche in pochi minuti di scena.
Non ha nascosto le ombre della sua vita privata
Negli anni Ransone aveva parlato apertamente delle ombre della sua vita privata. Aveva raccontato di essere sopravvissuto ad abusi sessuali subiti nell'infanzia e di come quel trauma lo avesse trascinato in anni di dipendenza da eroina e alcol, descritti come una «vita di vergogna e imbarazzo».
Nel 2016 aveva parlato del percorso verso la sobrietà: «La gente pensa che io abbia smesso di bere lavorando a «Generation Kill». Non è così. Sono diventato sobrio sei o sette mesi prima», spiegava in un'intervista, ricordando anche il peso delle responsabilità professionali arrivate all'improvviso.
Si definiva un attore caratterista «sotto il radar», lontano dai riflettori ma profondamente dentro il mestiere. Nel 2019, parlando del successo di «It», aveva riassunto così la propria carriera: «Sono solo un punk rocker un po' sgangherato finito dentro uno strano e enorme fenomeno culturale. È così che riassumerei vent'anni di lavoro».
La scomparsa di James Ransone lascia un vuoto silenzioso ma profondo: quello di un interprete capace di dare voce alle crepe dell'America contemporanea, con un'intensità che andava ben oltre la notorietà.