È la fine di Falsissimo?Mediaset trascina Fabrizio Corona in tribunale: chiesti più di 150 milioni di risarcimento. Ecco perché
fon
6.2.2026
Fabrizio Corona (immagine d'archivio).
Imago
Mediaset ha avviato un'azione civile contro Fabrizio Corona chiedendo un risarcimento complessivo da 160 milioni di euro per i contenuti diffusi attraverso il progetto «Falsissimo».
Dopo settimane segnate da querele annunciate e minacce di azioni legali incrociate, Mediaset ha scelto di passare ai fatti.
Il gruppo, insieme a MediaForEurope e ad altre persone ritenute danneggiate, ha avviato azioni civili risarcitorie nei confronti di Fabrizio Corona e delle società a lui collegate, chiedendo un risarcimento complessivo pari a 160 milioni di euro per presunti danni reputazionali ed economici.
Secondo quanto riportato da «Leggo.it», tra i soggetti che avrebbero deciso di procedere legalmente figurano alcuni dei volti più noti dell'azienda: Pier Silvio e Marina Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Samira Lui e Ilary Blasi.
Tutti sarebbero stati citati o chiamati in causa nei contenuti diffusi attraverso i video del progetto «Falsissimo».
La posizione del gruppo
In una nota ufficiale, Mediaset definisce quanto diffuso da Corona come una serie di affermazioni prive di fondamento, caratterizzate da un linguaggio ritenuto offensivo e lesivo.
Il gruppo respinge l'idea che si tratti di semplice gossip, parlando invece di un sistema strutturato in cui informazioni false e insinuazioni verrebbero utilizzate come strumento di guadagno.
Secondo l'azienda, questo meccanismo avrebbe consentito all'ex fotografo dei vip di ottenere introiti rilevanti su base settimanale, rendendo necessario un intervento in sede civile.
La destinazione del risarcimento
Mediaset ha inoltre spiegato che, qualora il risarcimento richiesto venisse riconosciuto, l'importo sarebbe destinato alla creazione di un fondo dedicato alla copertura delle spese legali per le vittime di stalking, dei reati previsti dal Codice Rosso e dei fenomeni di cyberbullismo.
Il gruppo sottolinea come dinamiche di questo tipo possano colpire chiunque, non solo personaggi pubblici ma anche cittadini comuni.
La differenza, viene evidenziato, sta nella possibilità di difendersi: mentre una grande azienda può contare su strumenti legali adeguati, molte persone non dispongono delle risorse necessarie per tutelarsi in modo efficace.