La villa maledetta Morte di Brittany Murphy e del marito: resta il mistero della casa venduta da Britney Spears

fon

23.5.2026

Brittany Murphy sul set di Abandoned, nel 2009.
Brittany Murphy sul set di Abandoned, nel 2009.
Keystone

La casa di Brittany Murphy è diventata il simbolo di una doppia tragedia che, a distanza di anni, continua a inquietare Hollywood.

Nicolò Forni

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Brittany Murphy e il marito Simon Monjack morirono a pochi mesi di distanza nella stessa villa.
  • La casa, acquistata da Britney Spears, è al centro di teorie e racconti inquietanti.
  • Demolita e ricostruita, la proprietà resta legata a una storia senza risposte definitive.

La villa di Brittany Murphy sulle colline di Hollywood era circondata da un'atmosfera inquietante già molto prima della morte dell'attrice, avvenuta il 20 dicembre 2009, a soli 32 anni e a pochi giorni dal Natale.

Una storia che, con il passare degli anni, ha continuato ad alimentare interrogativi e suggestioni.

Dopo alcuni giorni in cui accusava sintomi simili a quelli di un'influenza, la star di «Ragazze a Beverly Hills» crollò nel bagno della sua abitazione.

Come stabilito dal coroner della contea di Los Angeles, Brittany morì a causa di una polmonite, aggravata da una grave anemia e da una «intossicazione multipla da farmaci», tra medicinali prescritti e da banco.

Cinque mesi più tardi, il 23 maggio di 16 anni fa, anche il marito Simon Monjack venne trovato morto nella stessa casa.

L'abitazione al centro del mistero

Nonostante siano passati molti anni, le circostanze delle due morti continuano a essere percepite come avvolte nel mistero.

Al centro di tutto c'è proprio l'abitazione, acquistata dall’attrice nel 2003 da Britney Spears. Una casa che, secondo diversi racconti, non avrebbe mai trasmesso sensazioni positive a chi vi ha vissuto.

Come riportato da «The Hollywood Reporter» qualche tempo fa, Murphy comprò la proprietà insieme alla madre Sharon per 3,85 milioni di dollari. La residenza, completamente arredata, si estendeva su circa 750 metri quadrati ed era situata sulle colline di West Hollywood.

L'attrice vi abitò per poco meno di sei anni, condividendola con la madre e con Monjack, che sposò proprio lì nel maggio 2007. Prima di Spears, anche Madonna aveva vissuto nella stessa casa, come riportato da «Reuters».

La casa di Brittany Murphy nel 2008.
La casa di Brittany Murphy nel 2008.
Imago

Due morti, le stesse cause

Il giorno della tragedia, fu Sharon Murphy a chiamare i soccorsi dopo che la figlia era collassata intorno alle 8 del mattino, come confermato da un portavoce del coroner a «People».

Brittany venne trasportata d'urgenza al Cedars-Sinai Medical Center, dove venne dichiarata morta poco dopo. L'autopsia, eseguita dalla dottoressa Lisa Scheinin, descrisse la polmonite come «grave», dettaglio ripreso anche nella docuserie HBO Max «What Happened, Brittany Murphy?».

La vicenda assunse contorni ancora più inquietanti nel maggio 2010, quando Monjack morì nello stesso luogo, a 40 anni. Anche in quel caso, sempre secondo «People», fu Sharon a trovarlo privo di sensi. Il coroner stabilì che le cause del decesso erano identiche a quelle della moglie: polmonite acuta e anemia severa.

Le teorie e i racconti inquietanti

Negli anni si è parlato a lungo di una possibile contaminazione da muffa all'interno della casa, ipotesi ufficialmente esclusa dall'ufficio del medico legale già nel 2010. Ma la teoria non è mai scomparsa del tutto

Nel 2013 Linda Monjack, madre di Simon, dichiarò al «Daily Mail» che il figlio aveva scoperto «muffa grave» nell'abitazione prima di morire, raccontando anche che soffriva di allucinazioni e aveva la sensazione che qualcosa gli strisciasse sotto la pelle.

Sia Spears che Murphy avevano espresso un forte disagio nei confronti della casa, situata su Rising Glen Road, sopra il Sunset Strip. La cantante, che all'epoca frequentava Justin Timberlake, avrebbe lasciato la proprietà dopo un episodio che lei stessa considerava inspiegabile.

Nel 2021, l'ex truccatrice della popstar, Julianne Kaye, ha raccontato nel podcast «We Need to Talk About Britney» che Spears era convinta che nella casa fossero entrate «energie negative» dopo una seduta di reiki, al punto da andarsene e non tornarvi mai più.

Murphy è morta paradossalmente nella sua stanza preferita

Murphy, pur senza parlare di presenze soprannaturali, sembrava comunque percepire qualcosa di sbagliato. In un'intervista riportata da «The Hollywood Reporter» nel gennaio 2011, Monjack raccontò che l’attrice detestava quella casa e cercava spesso di evitarla, preferendo soggiornare in hotel.

La considerava «sfortunata» e stava pianificando di trasferirsi a New York, dove sperava di rilanciare la carriera nel cinema indipendente e costruire una famiglia.

Paradossalmente, proprio il bagno in cui l'attrice morì era descritto da Monjack come il suo rifugio preferito: lì Brittany passava ore leggendo, scrivendo poesie, cantando e provando prodotti di bellezza.

Una casa che non c'è più

Prima di conoscere il futuro marito, l'attrice aveva redatto un testamento che lasciava l'intero patrimonio alla madre Sharon. Dopo la doppia tragedia, la casa divenne tristemente famosa e cambiò proprietario più volte.

Sharon Murphy riuscì a venderla solo nel luglio 2011 per 2,7 milioni di dollari, con una forte perdita rispetto al prezzo iniziale, come riporta sempre «The Hollywood Reporter».

Nel 2013 la villa venne demolita e ricostruita completamente. La nuova struttura, moderna e imponente, venne venduta nel 2017 per 14,53 milioni di dollari e di nuovo nel 2020 per 12,2, secondo Zillow, il portale immobiliare più utilizzato negli Stati Uniti.

Rimessa sul mercato più volte negli ultimi anni, la proprietà risultava nuovamente in vendita nel novembre 2025. Nell'ottobre 2024, Carolwood Estatesha ha rivelato che l’attuale proprietario - un trust con sede nel Rhode Island - aveva investito altri 2,7 milioni di dollari in lavori di ristrutturazione.

Oggi, di quella casa resta soprattutto il peso di una storia che continua a inquietare Hollywood e a far parlare di sé.