Nancy Brilli sulla Rai: «I funzionari non mi fanno lavorare»

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28.8.2019 - 11:13

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L’attrice romana non è più nei palinsesti della rete nazionale da ben 17 anni, decisione che la 55enne attribuisce alla direzione di Viale Mazzini.

Nancy Brilli non lavora in Rai da ben 17 anni. Periodo lunghissimo e frustrante di cui l’attrice romana ha parlato nella sua ultima intervista con Chi, attribuendo la decisone del suo bando alla direzione di Viale Mazzini.

«Il mio ultimo lavoro in Rai risale a 17 anni fa. Parliamo di Commesse, una serie di successo. Da allora, niente più. Eppure, nei loro show, continuano a invitarmi», commenta Nancy Brilli sulle pagine del settimanale diretto da Alfonso Signorini.

Scartata per il ruolo di Oriana Fallaci

Nei giorni scorsi, l'attrice ha pubblicato un provino che ha sostenuto per la serie «L’Oriana» sulla vita di Oriana Fallaci, andata poi in onda nel 2015 e interpretata da Vittoria Puccini. Per quel provino, Nancy aveva all’epoca ricevuto risposte di sufficienza e arroganza. E quando richiamò per sapere il verdetto, le dissero che non c'erano più ruoli.

«Ho raccontato come andò quel provino e di quanto sia difficile fare questo mestiere», racconta Nancy Brilli a Chi.

«Rifiutata con sufficienza ed arroganza»

«Quello che mi ferì fu il trattamento che mi venne riservato. Mi dissero: “Bello il trucco, ma questi li facciamo anche noi a Tale e quale show. Per poi aggiungere che ero bravissima, ma troppo popolare e che le donne vere avrebbero faticato a riconoscersi in una come me - prosegue l’attrice -. Mi fece male quella sufficienza, tanto quanto l’arroganza. E la cosa che più mi addolora è che anche alcune donne ne abusino. Come se una volta arrivate ai piani alti si sentissero in diritto di poter dire qualsiasi cosa. Potevo non piacere e non essere adatta, ma lì c’era solamente voglia di ferire».

Parole a cui la Brilli aggiunge con enfasi: «Il vero problema è che oggi si parla sempre più spesso di ruoli prestabiliti. E che a scegliere non sono più i registi, ma funzionari vari o chi per loro».

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