«L'eredità non mi definisce Nel buio di «VAS» per ritrovare se stesso: Eduardo Scarpetta apre il suo mondo al pubblico

Covermedia

20.11.2025 - 11:00

Eduardo Scarpetta
Eduardo Scarpetta

«L'eredità non mi definisce»: l'attore racconta il film «VAS» e la sua identità artistica.

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Eduardo Scarpetta apre il suo mondo al pubblico. Figlio di una storica famiglia di attori, ma determinato a costruire un percorso autonomo, afferma: «Vengo da una dinastia, ma il mio cammino l'ho tracciato da solo».

Oggi è il protagonista di «VAS» di Gianmaria Fiorillo, in sala dal 20 novembre. Nel film interpreta Matteo, un traduttore che vive isolato come hikikomori. Un ruolo che lo ha costretto a confrontarsi con zone d’ombra e vulnerabilità: «Sono entrato nel buio degli hikikomori e ne sono uscito cambiato. Ho ritrovato paure, solitudini e verità che mi riguardano».

Il tema non è solo l’isolamento, ma la fragilità del nostro tempo. Scarpetta mette in guardia dal rischio «di un’altra realtà online», uno spazio dove ci si costruisce un avatar perfetto e si arriva a esitare prima di tornare dallo schermo alla vita reale.

Cresciuto in un ambiente d’arte, rivendica però con forza l’indipendenza della propria carriera. Il cognome, spiega, «non è una colpa». E tra cinema, teatro e tv, ha sempre scelto ruoli capaci di spostarlo dalle aspettative legate alla sua eredità familiare.

Con «VAS», l’attore vuole parlare a un pubblico ampio, invitando gli spettatori a riflettere sulla solitudine contemporanea e sull’urgenza di relazioni autentiche.

Scarpetta è ora sul set della serie «Storia della mia famiglia» per Netflix, in arrivo nel 2026, e si prepara a interpretare San Paolo nel nuovo film di Mel Gibson.