Los Angeles sotto shock Incriminato il figlio per l'omicidio di primo grado di Rob e Michele Reiner

Covermedia

17.12.2025 - 10:40

Rob Reiner con il figlio Nick Reiner
Rob Reiner con il figlio Nick Reiner

Il procuratore di Los Angeles definisce il caso «scioccante e tragico» e valuta come possibili pene l'ergastolo senza libertà condizionale o la pena di morte.

Covermedia

Los Angeles si risveglia sotto il peso di un'accusa destinata a segnare una delle pagine più cupe della cronaca americana. Nick Reiner viene formalmente incriminato per l'omicidio di primo grado dei genitori, Rob e Michele Reiner, trovati senza vita nella camera padronale della loro abitazione.

Secondo l'ufficio del procuratore distrettuale della contea di Los Angeles, guidato da Nathan Hochman, il 32enne risponde di due capi d'imputazione per omicidio di primo grado. Un procedimento che, per la notorietà delle vittime e la gravità delle accuse, viene seguito con particolare attenzione dalle autorità giudiziarie.

«Rob Reiner è uno dei più grandi registi della sua generazione. Il suo omicidio e quello di sua moglie da oltre 35 anni, Michele Singer Reiner, sono scioccanti e tragici. Dobbiamo onorare la loro memoria perseguendo giustizia e responsabilità per le vite che sono state spezzate», dichiara Hochman in una nota ufficiale.

Litigio tra padre e figlio durante una festa

Nick Reiner resta detenuto senza possibilità di cauzione, in attesa dell'idoneità medica necessaria per comparire davanti al giudice. La sera precedente, alcuni testimoni riferiscono di un acceso litigio tra padre e figlio durante una festa tra celebrità nella casa di Pacific Palisades del conduttore televisivo Conan O'Brien, 62 anni.

A fare la scoperta dei corpi, alle 15.30 di domenica, è la sorella dell'accusato, Romy Reiner, 28 anni. Secondo l'accusa, Nick Reiner deve rispondere anche di una specifica aggravante: «l'uso personale di un'arma pericolosa e letale, un coltello», precisa Hochman.

Resta aperta la decisione sulla pena. L'ufficio del procuratore valuta se richiedere la pena di morte o l'ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. «I procedimenti per violenze familiari sono tra i più complessi e strazianti – conclude Hochman – per la natura intima e spesso brutale dei crimini».