Tra il 2020 e il 2021Omicidio Reiner: il figlio Nick era sotto tutela per motivi di salute mentale
Covermedia
16.1.2026 - 13:00
Rob Reiner con Nick Reiner
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Un fiduciario conferma che Nick Reiner era stato sottoposto a tutela per motivi di salute mentale tra il 2020 e il 2021. Il dettaglio emerge mentre prosegue l'inchiesta sull'uccisione di Rob Reiner e Michele Singer Reiner.
Nick Reiner era stato posto sotto tutela legale per ragioni legate alla salute mentale alcuni anni prima dell'omicidio dei genitori.
A rivelarlo è un'inchiesta del The New York Times, che ricostruisce un passaggio cruciale e finora poco noto della sua storia personale.
Secondo il quotidiano statunitense, la misura risale al 2020 e si è conclusa nel 2021. In quel periodo, la gestione legale di Reiner era stata affidata a Steven Baer, fiduciario autorizzato nominato dal tribunale.
«La malattia mentale è un fenomeno ampiamente frainteso», ha dichiarato Baer, «e questa resta una tragedia terribile», evitando però di fornire dettagli clinici.
Un ulteriore elemento arriva dal Los Angeles Times, che riferisce come Reiner fosse stato in passato sottoposto a una terapia farmacologica associata alla schizofrenia.
Le informazioni, confermate da fonti anonime, delineano un contesto complesso in cui il profilo sanitario si intreccia ora con quello giudiziario.
Il 14 dicembre 2025, Rob Reiner e la moglie Michele Singer Reiner sono stati trovati morti nella loro abitazione di Los Angeles.
Nick Reiner è stato arrestato la sera stessa e incriminato con due capi d'accusa per omicidio di primo grado. In caso di condanna, potrebbe affrontare l'ergastolo o la pena di morte.
Nei giorni successivi alla tragedia, i fratelli Jake e Romy Reiner hanno diffuso una dichiarazione parlando di una «perdita orribile e devastante». «Le parole non riescono a descrivere il dolore che stiamo vivendo. Non erano solo i nostri genitori: erano i nostri migliori amici», hanno scritto.
Mentre le indagini proseguono, il caso Reiner continua a interrogare l'opinione pubblica, riportando al centro del dibattito il rapporto fragile e spesso frainteso tra giustizia, salute mentale e tragedia familiare.