Hollywood L'assistente del regista Paul Schrader lo accusa: «Intimidatorio e umiliante»

Covermedia

6.4.2025 - 13:00

Paul Schrader
Paul Schrader

L'assistente lo denuncia per molestie e aggressione sessuale: «Ambiente tossico e umiliante». Lui nega tutto.

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Il nome di Paul Schrader torna alla ribalta non per una nuova sceneggiatura, bensì per gravi accuse di natura sessuale. A puntare il dito è la sua ex assistente personale, una giovane donna di 26 anni identificata come Jane Doe, che ha intentato un'azione legale civile a New York.

Secondo quanto emerge dai documenti depositati giovedì, Schrader, 78 anni, avrebbe aggredito la donna nel maggio del 2024 durante il Festival di Cannes, dove si trovavano per la première del suo film «Oh, Canada».

La denuncia

La giovane sostiene che il regista l'abbia afferrata con forza e baciata senza consenso, per poi, tre giorni dopo, trascinarla nella sua stanza d'hotel con la scusa di farsi aiutare a fare le valigie: lì, avrebbe esposto i genitali davanti a lei.

Ma la vicenda, già di per sé inquietante, si tinge di ulteriori sfumature torbide. Jane Doe afferma infatti di aver lavorato in un ambiente «sessualmente ostile, intimidatorio e umiliante» tra il maggio 2021 e il settembre 2024, periodo in cui avrebbe subito ripetuti comportamenti inappropriati. Sarebbe stata licenziata per aver respinto le avances del regista.

Risarcimento pattuito, poi il dietro-front

Secondo i suoi legali, Schrader inizialmente avrebbe accettato di risarcirla attraverso un accordo confidenziale. Ma lo scorso mese avrebbe cambiato idea, ritirandosi dall'intesa. Da qui la decisione della donna di rivolgersi al tribunale per obbligare l'uomo a rispettare l'accordo.

«Come indicato nella nostra istanza, Ms. Doe sta semplicemente cercando di far valere un patto già raggiunto tra le parti per risolvere le sue accuse di molestie e aggressioni sessuali», ha dichiarato l'avvocata Menaka Fernando, che rappresenta la donna. «Non rilasceremo ulteriori commenti e chiediamo che venga rispettata la sua privacy».

La replica dell'avvocato di Schrader, Philip Kessler, è stata dura: «Si tratta di accuse disperate, frivole e opportunistiche», ha detto. «Contengono gravi falsità, concepite per gettare il mio assistito in una luce distorta e costringerlo a cedere. Per essere chiari: il signor Schrader non ha mai avuto rapporti sessuali né ha mai tentato di averli con la querelante. Ci difenderemo con fermezza».

Il regista, che nel corso della sua lunga carriera ha firmato titoli come «American Gigolo» e «Il collezionista di carte», si trova ora al centro di una vicenda giudiziaria che potrebbe oscurare irrimediabilmente la sua figura pubblica. In attesa di sviluppi, il caso Schrader si inserisce nel solco doloroso di una Hollywood che ancora lotta con le proprie ombre.