Spettacolo 
Renée Zellweger torna all’università

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23.9.2019 - 09:33

Actress Renee Zellweger wearing an Oscar de la Renta dress arrives at the Los Angeles Premiere Of Roadside Attraction's 'Judy' held at the Samuel Goldwyn Theater at the Academy of Motion Picture Arts and Sciences on September 19, 2019 in Beverly Hills, Los Angeles, California, United States.

Where: Beverly Hills, California, United States
When: 19 Sep 2019
Credit: WENN/Avalon

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Actress Renee Zellweger wearing an Oscar de la Renta dress arrives at the Los Angeles Premiere Of Roadside Attraction's 'Judy' held at the Samuel Goldwyn Theater at the Academy of Motion Picture Arts and Sciences on September 19, 2019 in Beverly Hills, Los Angeles, California, United States. Where: Beverly Hills, California, United States When: 19 Sep 2019 Credit: WENN/Avalon **WENN/Avalon**
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Dopo il ritorno al cinema con il biopic su Judy Garland, l’attrice si è iscritta a un corso di laurea in politica internazionale.

Renée Zellweger si è iscritta a un corso di laurea in Politica internazionale.

Da ragazza, l’attrice premio Oscar aveva abbandonato gli studi in Relazioni Internazionali presso l’Università del Texas per intraprendere la carriera nel mondo del cinema. E, dopo esser tornata sul grande schermo con «Judy», in seguito a una lunga pausa da Hollywood, è ora ufficialmente una studentessa universitaria, spinta da un forte interesse per ciò che sta avvenendo a livello politico ed economico nel mondo.

«Ero molto interessata a saperne di più sulle politiche internazionali. Informarmi di più e capire se si tratti di qualcosa per cui potrei avere un’attitudine», ha dichiarato la star al The Times.

Durante il break di sei anni dal cinema, la 50enne si è recata in vari paesi, tra cui la Tailandia e la Liberia, incontrando l’allora presidente Ellen Johnson Sirleaf.

Ad ogni modo, Renée si era ritirata dalle scene, non per intraprendere una carriera diplomatica, ma per il suo benessere, fisico e mentale.

«Non stavo bene. Non mi prendevo cura di me stessa. Ero diventata l’ultima delle mie priorità. Avevo bisogno di non dover fare per forza qualcosa, avevo bisogno di non sapere in anticipo quello che avrei fatto per i due anni successivi. Volevo aprirmi all’imprevedibile», ha spiegato.

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