«Hanno parlato tutti, io no. Rocío Muñoz Morales rompe il silenzio: «Il tradimento di Raoul Bova? L'ho scoperto come voi»

fon

4.2.2026

Rocio Munoz Morales si apre.
Rocio Munoz Morales si apre.
Imago

Dopo mesi di silenzio e gossip, Rocío Muñoz Morales racconta perché ha taciuto, come ha scoperto i messaggi che hanno fatto esplodere la crisi con Raoul Bova e perché oggi l'unica sua priorità sono le figlie.

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Rocío Muñoz Morales spiega di aver scelto il silenzio per proteggere le figlie dopo l'esplosione mediatica legata alla fine della relazione con Raoul Bova.
  • L’attrice racconta di aver scoperto i messaggi che hanno fatto scoppiare il caso «come tutti gli altri» e di non essere mai stata messa al corrente prima.
  • Oggi guarda avanti senza rancore, esclude un ritorno di fiamma e dice di essere concentrata su lavoro, maternità e serenità familiare.

«Hanno parlato troppo tutti. Tutti tranne me».

Rocío Muñoz Morales decide di raccontare la sua versione dei fatti dopo mesi di silenzio e lo fa stando a «Vanity Fair», che ha raccolto la sua prima lunga intervista dopo la fine della relazione con Raoul Bova.

L'attrice madrilena spiega perché ha scelto di non intervenire prima: «Ho scelto di rimanere in silenzio per tutelare le mie figlie, e perché non mi apparteneva quello che mi stava succedendo intorno, così grottesco e sgradevole».

Seduta nel suo appartamento romano, circondata dalle figlie Luna e Alma, la 37enne racconta di essersi sentita travolta da una narrazione che non riconosce: «Ho letto cose su di me che sembravano riguardare la vita di qualcun altro».

«Eravamo una famiglia fino alla scorsa estate»

L'attrice respinge l'idea che la separazione fosse già consumata da tempo.

«Siamo stati una famiglia fino alla scorsa estate, fino al momento in cui il mondo mi è caduto addosso», racconta.

Dopo 14 anni insieme, ammette che non mancavano le difficoltà, «come in ogni coppia», ma nulla lasciava presagire quanto sarebbe successo.

Alla domanda se avesse mai dubitato della fedeltà di Raoul Bova, la risposta è netta: «Mai».

E chiarisce anche la sua posizione sui tradimenti: «Non giudico le coppie aperte, ma la nostra di sicuro non lo era».

I messaggi e lo shock

I messaggi audio finiti al centro del clamore mediatico li ha scoperti «esattamente come li avete fatto voi». Nessuna confidenza preventiva, nessun avvertimento.

In quei giorni era in Puglia con le figlie, in vacanza mentre il padre lavorava: «Mi sembrava impossibile». La madre e una sorella la raggiungono subito da Madrid per starle accanto.

Nonostante tutto, racconta di non aver mai provato rabbia: «Ero delusa oltre ogni aggettivo, ma dal minuto zero ho capito che il mio unico compito era proteggere le figlie».

La scelta del silenzio nasce proprio da lì, insieme alla convinzione che «tante persone avrebbero dovuto restare al loro posto, rispettando la privacy e soprattutto due minori».

Figlie, fede e ripartenza

Muñoz Morales spiega di aver limitato l'accesso delle bambine a social e internet e di aver scelto con attenzione le parole da usare con loro: «La verità rende liberi, ma non significa raccontare tutto».

Il sostegno è arrivato dalla famiglia, dagli amici e anche dalla fede. «La mia più grande vittoria è che oggi sono serene», dice parlando delle figlie.

Sul futuro personale non chiude le porte all'amore, pur ammettendo di sentirsi «un po’ sfiduciata nei confronti degli uomini». Quanto ai rumors su Stefano De Martino e Andrea Iannone, ridimensiona: con il primo «solo amicizia», con il secondo «una conoscenza appena iniziata».

«Il fuoco si è spento»

Un ritorno di fiamma con Raoul Bova? «Il fuoco si è spento».

Il legame, però, resta sul piano genitoriale: «È il padre delle mie bambine». I due hanno raggiunto un accordo consensuale che tutela Luna e Alma e stanno «imparando a viverci da genitori separati».

Guardando indietro, non rinnega il passato e non si sente una vittima.

E chiude, sempre stando a «Vanity Fair», con una riflessione amara ma lucida: se lui l’avesse almeno avvisata dei messaggi, «l'avrei stimato di più».