Nell'ultima intervista Romina Power si mette a nudo tra spiritualità, vita e grandi rimpianti

fon

5.2.2026

Romina Power.
Romina Power.
Imago

Romina Power si racconta nel Questionario di Proust tra ricordi, scelte di vita e ironia, disegnando un'idea di felicità lontana dai riflettori e fatta di semplicità.

Nicolò Forni

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Romina Power definisce la felicità come una vita semplice, immaginata su «una spiaggia isolata, con il mare e una noce di cocco».
  • L'artista parla di viaggi, spiritualità e valori, dichiarando di non avere paure e di sentirsi oggi «tranquilla».
  • Tra ironia e sincerità, ammette pochi rimpianti e confessa che la cosa che le piace meno è «rispondere a queste domande».

Dopo aver fatto discutere alcune settimane fa per le sue parole sulla canzone Felicità - definita «banale» in un'intervista al podcast Supernova di Alessandro Cattelan, scatenando una polemica sui media italiani - Romina Power torna a raccontarsi.

Lo fa con toni molto diversi, intimi e riflessivi, rispondendo al celebre Questionario di Proust stando a «Vanity Fair», in occasione dell'uscita del suo nuovo libro - di cui abbiamo già parlato nelle scorse settimane - «Pensieri profondamente semplici. L'abbecedario della mia vita», edito da Mondadori Electa.

Una felicità fatta di semplicità

Alla domanda su quale sia per lei la felicità perfetta, la 74enne risponde senza esitazioni: «Una spiaggia assolata, isolata e mare limpido tiepido, una leggera brezza e una noce di cocco a portata di mano».

Un'immagine essenziale, lontana dai riflettori, che riflette una visione della vita basata sulla semplicità e sul contatto con la natura.

Se potesse cambiare qualcosa di sé, ammette che vorrebbe «sapere spiegare meglio le mie idee agli altri», mentre non individua difetti personali che deplora. Più severa, invece, nel giudizio sugli altri: «La falsità, l'ipocrisia, l'opportunismo».

Tra viaggi, spiritualità e scelte di vita

Il viaggio occupa un posto centrale nella sua esistenza, tanto da definirlo la sua abitudine più dispendiosa. I luoghi che ama di più sono «remoti, caldi, primitivi» e non sorprende che, alla domanda su dove le piacerebbe vivere, risponda: «Dove vivo…, ma sogno sempre un'isola deserta».

Romina Power parla anche di spiritualità e ammirazione per figure simboliche: tra le persone viventi che stima di più cita «Vandana Shiva», mentre tra i suoi eroi nella vita reale menziona «Amma, Papa Wojtyla, Julian Assange».

I riferimenti letterari spaziano da Hermann Hesse a John Steinbeck, passando per Oscar Wilde e Rumi, mentre i suoi eroi della narrativa sono «Il piccolo principe» e Buddha.

Niente paure, pochi rimpianti

Sul tempo che passa e sulla fine, l'artista mostra una serenità disarmante. Vorrebbe morire «lucida e centenaria» e afferma di non avere paure. Il suo stato d'animo attuale è «tranquillo».

La più grande felicità, racconta, l'ha vissuta «ogni volta che ero in attesa ed allattavo i miei figli», mentre il rimpianto più grande resta «non aver potuto vivere con mio padre».

Non manca l'ironia: quando le viene chiesto cosa le piaccia meno, risponde «rispondere a queste domande», e alla richiesta di indicare un motto replica con un sorriso: «Bisogna per forza avere un motto?».

Un ritratto che restituisce un’immagine lontana dalle polemiche recenti e fedele a se stessa: una Romina Power che osserva, riflette e sceglie la semplicità come bussola, stando a «Vanity Fair», dove il Questionario di Proust diventa l'occasione per raccontare una filosofia di vita coerente e profondamente personale.