Confessioni Scarlett Johansson: «Nei panni di Black Widow mi sentivo in gabbia»

Covermedia

12.6.2025 - 11:00

Scarlett Johansson
Scarlett Johansson


L'attrice ripercorre gli 11 anni nel Marvel Cinematic Universe: tra cast troppo affollati e poca libertà creativa, rivela il lato meno glamour del successo da supereroina.

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Dietro l'armatura da supereroina, Scarlett Johansson si sentiva a disagio.


In una conversazione con David Harbour per Interview Magazine, l'attrice ha parlato delle difficoltà incontrate nel portare avanti lo stesso ruolo per oltre un decennio nei panni di Black Widow, all'interno del Marvel Cinematic Universe.

«La tua identità finisce per coincidere con il lavoro per molto tempo, e se come attore non hai materiale stimolante su cui lavorare, a volte ti senti un po' in trappola», ha raccontato, parlando anche del suo coinvolgimento sul set, che variava sensibilmente a seconda del progetto.

«Alcuni dei film Marvel offrivano maggior spazio al mio personaggio rispetto ad altri», ha spiegato. «Come in «Captain America: The Winter Soldier» con Chris Evans: lì eravamo davvero dinamici».

«In altri film, invece, il cast era così numeroso e la trama così densa che ti sembrava di essere solo uno strumento narrativo», ha aggiunto, riferendosi implicitamente a titoli corali come «Avengers: Endgame».

Durante l'intervista, David Harbour si è congratulato con lei per il ruolo di produttrice esecutiva in «Thunderbolts». Ma Scarlett ha precisato che si è trattato più di un riconoscimento formale che reale: «Avevo chiesto che il mio nome fosse rimosso dai crediti perché non ero coinvolta nel progetto».

Scarlett Johansson ha vestito i panni di Natasha Romanoff per 11 anni, dalla sua prima apparizione in «Iron Man 2» del 2010 fino al film stand-alone «Black Widow» del 2021, diventando una delle icone principali del franchise Marvel.