Buon compleanno«Sei bravo, ma è meglio che smetti»: con questa frase storica Alberto Sordi mise alla prova Max Tortora
fon
21.1.2026
Max Tortora.
Imago
«Sei bravo, ma è meglio che smetti»: una frase di Alberto Sordi che avrebbe potuto fermare Max Tortora e che invece ha segnato l'inizio della sua vera carriera.
Alberto Sordi disse a Max Tortora: «Sei bravo, ma è meglio che smetti» dopo una sua imitazione, in un episodio rimasto simbolico nella carriera dell’attore.
Nonostante quella frase, l'attore costruì un percorso di successo tra comicità, cinema e televisione, fino alla popolarità de «I Cesaroni».
Oggi guarda a quell'episodio come a uno snodo decisivo che lo ha spinto a trovare una voce artistica propria.
C'è una frase che Max Tortora, che oggi compie 62 anni, non ha mai dimenticato. Gliela disse Alberto Sordi dopo una delle sue imitazioni più discusse: «Sei bravo, ma è meglio che smetti».
Un commento che avrebbe potuto bloccare una carriera agli inizi e che invece è diventato uno dei momenti decisivi del suo percorso artistico.
L'episodio risale agli anni in cui Tortora si faceva conoscere al grande pubblico grazie a «Superconvenscion» e «Convenscion» a colori.
L'imitazione di Sordi aveva suscitato qualche reazione, ma come ha raccontato lo stesso Tortora al «Corriere della Sera», si trattava di una citazione precisa di un film dell'attore romano.
Nonostante quella battuta, tra i due nacque un rapporto professionale: Tortora lavorò con Sordi come assistente operatore sul set di «Assolto per non aver commesso il fatto».
La carriera dell'attore
Nato a Roma il 21 gennaio 1963, Max Tortora ha costruito la sua popolarità tra televisione e cinema, affermandosi come imitatore in programmi cult come «Stracult», «Cocktail d'amore» e «Bulldozer».
Come sottolineato da «Leggo.it», il grande pubblico lo consacra poi con il ruolo di Ezio Masetti ne «I Cesaroni», personaggio che diventa uno dei più amati della serie.
Negli anni successivi Tortora alterna commedia e ruoli più drammatici, dimostrando una versatilità che va oltre l'etichetta del comico.
Nel sequel de «I Cesaroni» non sarà presente, come ha spiegato in un'intervista a «Oggi», ma senza chiudere definitivamente la porta al personaggio.
Oggi, dopo l’esperienza nella miniserie Sicilia Express di Ficarra e Picone, quella frase di Sordi resta una sorta di spartiacque simbolico: detta da un maestro, non lo ha fermato, ma lo ha spinto a trovare una strada propria, trasformando una critica in una spinta decisiva.