Simona Ventura su The Voice of Italy: «Il fighettismo non fa per me»

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7.5.2019 - 16:33

Simona Ventura
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La conduttrice del programma di Rai 2 preferisce non seguire le tendenze e ha scelto una giuria politicamente scorretta.

The Voice of Italy sta regalando a Simona Ventura grandi soddisfazioni.

Il programma ha esordito il 23 aprile su Rai2 con una giuria composta da Gigi D’Alessio, Morgan, Gué Pequeno e Elettra Lamborghini che dovranno valutare le nuove voci protagoniste delle otto puntate del talent show che ha conquistato 500 milioni di spettatori in tutto il mondo.

«Ce la faremo», commenta Simona Ventura al sito Brave news.

«Penso che insieme alla rete e alla società di produzione abbiamo scelto le persone giuste. Gli inediti stanno già entrando in tendenza. The Voice è un piccolo gioiello che fa musica in modo ironico e giocoso».

La difesa contro i radical chic

Il panel scelto dalla 56enne è stato bollato come politicamente scorretto, ma Simona preferisce così: «Il fighettismo non fa per me. A volte ho avuto incomprensioni con i radical chic, io sono pop. La mia televisione vuole essere includente, per tutti e senza orpelli».

In passato la conduttrice ha lavorato anche per X Factor Italia che ora la Ventura non vede più come un vero trampolino di lancio per i nuovi talenti.

«Molteplici. Quando X Factor cominciò, in Rai il mercato era fermo. Io e Morgan, che eravamo giudici, dicevamo: “OK, cantano le cover e poi?” Così, abbiamo inventato l’inedito che tutti i talent hanno adottato. Giusi Ferreri diventò la regina dell’ estate. Dopo anche ad Amici sono arrivati i cantanti. A The Voice devi dire un sì o un no alla voce, il look non conta. In tutto il mondo ha grande successo, tranne che in Italia perché non si è riusciti a dare un seguito. La qualità di un talent si vede da quello che accade dopo».

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