Tarantino, tutta la mia opera è violenza

ANSA

3.8.2019 - 16:53

Regista a Roma, il cinema non cambia la storia ma la influenza

ROMA, 3 AGO – «Un critico inglese, Laurence Staig, anni fa ha scritto il libro 'Italian Western. The Opera of violence' ed è in fondo, almeno per quanto riguarda la violenza, quello che sto facendo io con tutta la mia opera». Parola di Quentin Tarantino, a Roma con 'C'era una volta... a Hollywood', in sala dal 18/9 con la Warner Bros. Con lui, che indossava una t-shirt nera con la scritta Brutalism, Leonardo DiCaprio e Margot Robbie.

Nel film, già in concorso a Cannes e ambientato nella Hollywood di fine anni '60, DiCaprio è Rick Dalton, attore di western tv di serie B, Brad Pitt (Cliff Booth) è il suo stuntman e amico di lunga data e Robbie è Sharon Tate (uccisa nel 1969 dalla setta di Charles Manson).

«Credo ci sia un elemento di nostalgia – dice Tarantino – . Hollywood era diversa allora, il cinema stesso era diverso». Nel film l'ennesimo tentativo di cambiare 'in meglio' la storia, come in 'Bastardi senza gloria' e 'Django Unchained': «Il cinema non ha il potere cambiare la storia, ma certo può influenzarla».

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