The Post: censurato in Libano

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16.1.2018 - 13:11

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Il film di Steven Spielberg con Meryl Streep e Tom Hanks non verrà proiettato nelle sale libanesi.

«The Post», il nuovo film di Steven Spielberg, non verrà proiettato nelle sale cinematografiche del Libano.

A impedire la diffusione della pellicola con Meryl Streep e Tom Hanks è stata la Censorship Committee of the General Security Directorate del paese asiatico.

Secondo il The Hollywood Reporter, le autorità locali non hanno perdonato al regista di origini ebree di aver girato «Schindler’s List», il blockbuster sulla Shoah, a Gerusalemme, città occupata dal nemico giurato del Libano, Israele.

Per il The Washington Post, Spielberg è inoltre finito nella blacklist per aver donato nel 2006 un milione di dollari a favore dello Stato ebraico durante la guerra tra Israele ed Hezbollah: mossa che fece infuriare la lega araba, di cui fa parte lo stesso Libano.

Ambientato nei primi Anni Settanta, «The Post» racconta la battaglia di alcuni giornalisti del The Washington Post e del The New York Times per la pubblicazione dei cosiddetti Pentagon Papers, una serie di documenti segreti dello stato americano.

L’ultima parola sulla diffusione o meno del film in Libano spetta adesso al Ministero degli Interni e delle Municipalità, che potrebbe capovolgere la decisione della Censura.

Nel 2017 il Libano ha messo al bando altri due film per via dei riferimenti allo stato di Israele: «Wonder Woman», con protagonista l’israeliana doc Gal Gadot, e «Jungle» con Daniel Radcliffe, film ispirato all’autobiografia dell’autore israeliano Yossi Ghinsberg.

«Il Libano è l’unico paese arabo in cui è ancora in vigore un bando su Israele. Non si è neppure remotamente vicini a porre fine a queste censure insensate e ai loro effetti negativi sull’arte e la cultura in un paese così piccolo», ha dichiarato Gino Rady, leader del gruppo March, in un discorso sulla libertà di espressione.

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