«Silent Friend»Tony Leung: «Questo film ha cambiato la mia percezione del mondo»
SDA
17.1.2026 - 21:02
L'attore honkonghese Tony Leung Chiu-Wai davanti al Kino Rex di Berna.
Keystone
L'attore honkonghese Tony Leung Chiu-wai recita in «Silent Friend» della regista ungherese Ildikó Enyedi. Protagonista insolito del film è un albero di gingko biloba, che collega tre storie ambientate in epoche diverse. Keystone-ATS ha intervistato Tony Leung.
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17.01.2026, 21:02
17.01.2026, 21:07
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Nel giardino botanico della cittadina universitaria di Marburgo, in Germania, si staglia un enorme gingko biloba, piantato nel 1832. L'albero si fa testimone della connessione fra natura e persone, in tre epoche diverse tutte ambientate nello stesso luogo: il 2020, il 1972 e il 1908.
I vari spazi temporali si susseguono e si alternano nel film senza mai sovrapporsi, tranne che per una scena. Oltre che per i personaggi, le epoche si riconoscono dalle immagini: quelle del 1908 sono in bianco e nero, quelle del 1972 a colori e un po' sgranate e quelle del 2020 digitali.
La pellicola si apre nel 2020, Tony, un neuroscienziato di Hong Kong, interpretato da Tony Leung, specializzato nello sviluppo neurologico dei bebè, si reca a Marburgo per insegnare. Con l'arrivo della pandemia di Covid-19 il suo progetto viene messo in stallo e Tony si interessa a sperimentare il modo di comunicare dell'albero. «Ho impiegato sei mesi a prepararmi per questo ruolo», ha spiegato Tony Leung in un'intervista a Keystone-ATS al Kino Rex di Berna, dove sabato in fine mattinata è stato presentato «Silent Friend».
Connessione fra uomo e piante
Al centro di «Silent Friend» vi è la connessione tra l'uomo e le piante, dettata in modo poetico e contemplativo, ad esempio, attraverso forti bassi per «colmare» il silenzio del gingko. Oppure con le immagini della rete di radici.
«Dopo aver studiato l'intelligenza delle piante e il loro modo di pensare, ho scoperto che sono incredibili», ha affermato Leung, che quando corre in montagna si sente ormai osservato da esse. «Comincio a credere che alcuni alberi molto vecchi, di qualche centinaio di anni, siano esseri senzienti», ha aggiunto. «Quando hai questo tipo di percezione verso le piante, hai la stessa percezione verso gli altri esseri viventi. E li tratterai allo stesso modo». Il film propone di guardare oltre e percepire il mondo come un tutt'uno.
Nei titoli di coda non passa inosservata la scelta di listare tutte le piante apparse nella pellicola. Oltre al gingko, ve ne sono infatti moltissime altre.
Luna Wedler nei panni della prima studentessa
Il maestoso gingko biloba è testimone nel 1908 dell'ammissione della prima donna all'Università di Marburgo, nella facoltà di botanica, la giovane Grete, interpretata dall'attrice zurighese Luna Wedler, che per questa parte ha ricevuto il premio Marcello Mastroianni alla Mostra di Venezia. Diventa assistente di un fotografo e attraverso la camera scoprirà i pattern della natura. La stessa Wedler, presente alla discussione, ha detto di aver fatto lunghe passeggiate nella natura per connettersi con essa e prepararsi al ruolo.
Nel 1972, nella pellicola seguiamo Hannes (Enzo Brumm), uno studente che si prende cura del geranio di un'amica e ne segue le percezioni. A seconda di come ci si comporta attorno ad essa, la piantina reagisce in modo diverso. Un altro esempio dell'incredibile connessione fra piante e persone.
Sei mesi di preparazione
Nel film vi è una scena in cui Tony è alla cattedra dinanzi agli studenti e dà una conferenza di neuroscienze. Per fare ciò «sono andato in diverse università di Hong Kong. Ho fatto visita a diversi neuroscienziati per fare delle ricerche», ha indicato. «Ho dovuto studiare lo sviluppo cognitivo precoce dei bambini e l'intelligenza delle piante».
«Penso che tenere una conferenza come neuroscienziato sia molto impegnativo. Non credo che avrei potuto farlo se non fossi stato in questa fase della mia carriera», ha precisato Leung, aggiungendo di non avere mai studiato così tanto per un ruolo.
«Se, durante le riprese, vuoi divertirti al meglio, devi essere molto preparato. Devi convincerti e acquisire la fiducia che sei un neuroscienziato», ha aggiunto. Nonostante ciò gli ci sono volute una cinquantina di riprese per la scena della conferenza, ha ammesso Leung ridendo nel corso della discussione dopo la proiezione. Innata è invece la sua capacità di parlare con gli occhi, sia sullo schermo sia dal vivo, «non lo faccio consapevolmente. Penso che gli occhi mostrino ciò che hai dentro», ha spiegato.
Prima apparizione in un film europeo
Per Leung, volto molto noto del cinema asiatico – la maggior parte degli spettatori nella sala piena del Kino Rex di Berna erano proprio di origine asiatica – si tratta della prima partecipazione ad un film indipendente europeo.
La regista Ildikó Enyedi ha scritto appositamente la parte per lui, senza sapere se l'avrebbe accettata. Leung però non ha esitato, dopo aver visto due sue pellicole «Corpo e anima» (2017), Orso d'oro alla Berlinale, e «Storia di mia moglie» (2021), ha pensato «devo lavorare con questa regista». «Ho imparato davvero molto da questo progetto. Per me ora Ildikó non è solo una regista ma anche un'ottima amica», ha aggiunto.
Leung, che ha iniziato la sua carriera nell'epoca d'oro del cinema di Hong Kong, ha avuto «la possibilità di fare diversi tipi di film», dai film d'azione ai film romantici passando dalle commedie. Attore feticcio del suo connazionale Wong Kar-wai per il quale ha recitato, fra gli altri, in «In the Mood for Love» (2000), che gli è valso il premio per la migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes, di lui ha detto, «sa come condurmi a un altro livello di recitazione. Ecco perché ho passato 20 anni a lavorare con lui».
Da Venezia alle sale elvetiche
A Venezia il film si è aggiudicato anche il premio FIPRESCI, assegnato dalla Federazione internazionale della stampa cinematografica.
Tony Leung si trova in Svizzera per una tournée di presentazione di «Silent Friend», organizzata dal distributore zurighese Filmcoopi. Ieri sera era a Zurigo, questa sera è al Capitole di Losanna, sede della Cinémathèque suisse, mentre domani sarà ospite del Festival Black Movie di Ginevra. Il film uscirà poi da qui ad aprile nelle sale di tutta la Svizzera, in Ticino bisognerà aspettare fino al 19 marzo.