Le finanze della famiglia reale britannica continuano a essere avvolte da una certa opacità. È stata la defunta reginaElisabetta II a introdurre, su base volontaria, il pagamento delle imposte, una prassi seguita anche dall'attuale reCarlo III e dal principeWilliam.
C’è però una differenza sostanziale: mentre il monarca rende pubblica la propria dichiarazione dei redditi, l'erede al trono ha scelto di mantenerla, almeno per ora, riservata.
Una cosa è però certa: sovrano e primogenito sono oggi i due membri più ricchi dei Windsor, entrambi miliardari.
E ciononostante la corona britannica continua a costare ai contribuenti circa 150 milioni di euro all'anno.
A seguire figurano la monarchia olandese, con una spesa annua di circa 52 milioni di euro, e quella norvegese con 27 milioni. All'estremo opposto si colloca la Spagna, considerata la più parsimoniosa, con costi stimati in 8,5 milioni all'anno.
Da Buckingham Palace la replica è sempre la stessa: rispetto ad altre monarchie europee, i Windsor devono gestire un numero molto più elevato di residenze e sostenere numerosi viaggi ufficiali, sia in patria sia all'estero.
Inoltre facendo i conti su base individuale, ogni cittadino britannico contribuirebbe con circa due sterline all'anno. Una spesa che Carlo avrebbe cercato di contenere riducendo al minimo il numero dei cosiddetti working royals.
Sovereign Grant, ducati e polemiche
Il finanziamento principale della famiglia reale arriva attraverso il Sovereign Grant, che dal 2011 ha sostituito la Civil List.
Nel 2025 questo meccanismo ha garantito al sovrano circa 150 milioni di euro, fondi provenienti dai profitti del Crown Estate: un vastissimo patrimonio che include terreni, immobili e persino impianti eolici offshore.
Solo il 12% di questi introiti finisce direttamente nelle casse del re, mentre il resto viene versato al Tesoro.
Oltre a questo, come riferiva anche «Oggi», Carlo e William beneficiano anche dei proventi del Ducato di Lancaster e di quello di Cornovaglia, gestiti come vere e proprie aziende ma esenti dall’imposta sulle plusvalenze e dalle tasse societarie.
«Carlo III è il primo sovrano miliardario della storia britannica e dovrebbe contribuire di più, considerando che riceve già fondi pubblici», ha sottolineato Baker nel suo libro.
Le critiche non si fermano qui. Negli ultimi mesi è emerso anche un contratto di affitto a costo zero per il principeEdoardo, residente in una dimora reale senza versare alcun canone.
Il Parlamento ha deciso qualche settimana fa di aprire un'inchiesta e di esaminare anche il contratto di William e la principessa Kate per il Forest Lodge.