Tutto il mondo è paese: censurata la fiction sui migranti

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10.9.2018 - 11:12

Source: Covermedia

Sparisce dai palinsesti Rai la serie sul caso Riace, con protagonista Beppe Fiorello.

Tutto il mondo è paese, la fiction sui migranti con protagonista Beppe Fiorello, rischia di non andare in onda.

La serie, prodotta da Rai Fiction e diretta dal regista Giulio Manfredonia, è ispirata al caso Riace, la cittadina della Calabria, nota per i suoi bronzi e oggi diventata riferimento per l’integrazione dei rifugiati a livello internazionale.

A Riace, infatti, l’emergenza degli sbarchi è diventata una risorsa, con i migranti che sono stati ospitati in abitazioni lasciate vuote dalle famiglie locali, per il bene di un paese che ormai rischiava un inesorabile spopolamento.

Dare un’accezione positiva alla scottante tematica d’attualità, però, avrebbe fatto storcere il naso al nuovo governo Lega-5S, ragione per cui si è preferito bloccare la messa in onda della serie.

La reazione di Beppe Fiorello - non nuovo a esperienze di questo genere -, non si è fatta attendere.

«Non è la prima volta che una mia #fiction viene bloccata, anni fa le #foibe, il governo di allora non gradì, poi la storia di #graziellacampagna, l’allora Min. della Giustizia si indignò, ora #Riace, bloccata perché narra una realtà e nessuno/a dei miei colleghi si fa sentire», ha scritto su Twitter l’attore.

Al momento Tutto il mondo è paese non è presente nei palinsesti Rai.

Ciononostante, sul web è partita una petizione per chiedere a gran voce la messa in onda del docu-film.

«Dal momento che quel programma avrebbe veicolato elementi di Civiltà di cui si avverte gran bisogno, e dal momento che è buona norma considerare, per definizione, l’arte autonoma da qualsivoglia interferenza politica, si richiede la messa in onda di quella fiction dalla quale soprattutto le generazioni più giovani potrebbero ricavare spunti di riflessione e di analisi utili a superare tanti luoghi comuni sull’argomento immigrazione», si legge nel testo della petizione, riportato da Il Fatto Quotidiano.

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