Uma Thurman: «Ho perdonato Tarantino»

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6.2.2018 - 11:11

Source: Covermedia

L’attrice tende la mano al regista, accusato la scorsa settimana di aver messo a repentaglio la sua incolumità sul set di Kill Bill.

Uma Thurman ha perdonato Quentin Tarantino in seguito alle rivelazioni shock della scorsa settimana.

Secondo il suo racconto, l’attrice venne costretta con la forza a mettersi alla guida di un’auto tutt’altro che sicura e a procedere a un’elevata velocità, durante le riprese di Kill Bill in Messico, nel 2003.

«Quentin non voleva sentirsi dire di “no”, come ogni altro regista del resto - ha dichiarato nella sua intervista-verità -. Era furioso perché quella scena gli era costata un bel po’ di tempo. Ma io ero spaventata. Lui mi disse: “Ti prometto che l’auto è collaudata. È solamente un pezzo di strada dritto. Vai a 60 km orari o i tuoi capelli non andranno al vento e io sarò costretto a rifartela fare”».

La realtà dei fatti fu però ben diversa: «Quell’auto era una cassa da morto. Il sedile non era avvitato e la strada era sterrata e tutta curve».

In un filmato inedito, affidato al giornalista Maureen Dowd, si vede la Thurman perdere il controllo dell’auto e sbattere violentemente contro una palma.

«Mi ritrovai stritolata con il volante contro la mia pancia e con le gambe incastrate sotto di me con un dolore infernale e pensando che non avrei più camminato. Quando tornai dall’ospedale avevo un collarino e le mie ginocchia erano distrutte e con un enorme bernoccolo sulla testa. Volevo vedere l’auto ed ero sconvolta. Accusai Quentin di aver cercato di uccidermi».

Dopo una lunga faida, durata oltre un decennio, Uma ha ammesso di aver perdonato Quentin.

«Le circostanze di quell’evento furono negligenti e hanno rasentato la criminalità - ha scritto su Instagram -. Detto ciò, non credo ci fossero delle cattive intenzioni. Quentin Tarantino era molto dispiaciuto e prova ancora dei rimorsi per quello che è successo. È stato lui stesso a darmi i filmati alcuni anni dopo, offrendomi così la possibilità di mostrarli alla luce del sole. Indipendentemente dall’aspetto legale, ha messo a rischio la sua reputazione. Sono orgogliosa di lui perché ha fatto la cosa giusta e per il suo coraggio».

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