Genocidio a Gaza Un futuro in politica per Enzo Iacchetti dopo la lite in TV? Ecco la sua risposta a blue News

Paolo Beretta

26.1.2026

Un futuro in politica per Enzo Iacchetti dopo la lite in TV? Ecco la sua risposta

Un futuro in politica per Enzo Iacchetti dopo la lite in TV? Ecco la sua risposta

A «È sempre Carta Bianca» su Rete 4 il 16 settembre Enzo Iacchetti s'è scontrato con Eyal Mizrahi, presidente della Federazione Amici di Israele, sul genocidio a Gaza. L'attore è diventato molto popolare. Si vede in futuro in politica?

18.12.2025

Nel talk show «È sempre Carta Bianca» di Rete 4, del 16 settembre 2025, Enzo Iacchetti s'è scontrato con Eyal Mizrahi, presidente della Federazione Amici di Israele, sulla situazione a Gaza, dove, secondo le Nazioni Unite, era in corso un genocidio. Gli scambi accesi sono diventati virali sul web. Alla Première di «Frontaliers Sabotage», in cui Iacchetti recita il ruolo del premier italiano, siamo tornati sull'accaduto. Il popolare conduttore è stato avvicinato da formazioni politiche, vista la forte esposizione mediatica?

Paolo Beretta

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Il 16 settembre a «È sempre Carta Bianca», su Rete 4, Enzo Iacchetti s'è scontrato con Eyal Mizrahi, , dopo che quest'ultimo lo ha definito «fascista».
  • Il presidente della Federazione Amici di Israele aveva appena contestato, ridimensionandole, le cifre dei morti fornite nel rapporto dell'ONU, in cui si dichiara che a Gaza era in corso un genocidio.
  • Dopo l'episodio il presentatore di «Striscia la Notizia» ha avuto molta visibilità, anche perché le sue frasi sono state usate da chi ha partecipato a diverse manifestazioni in Italia in favore del popolo palestinese.
  • Abbiamo incontrato l'attore per parlare del film «Frontaliers Sabotage», in cui interpreta il primo ministro italiano, e abbiamo parlato della lite in TV.
  • Gli abbiamo chiesto se, a seguito di questa grande esposizione mediatica, è stato avvicinato da formazioni politiche e se si vede, un giorno, a fare il politico.

Nella puntata del 16 settembre del talk show «È sempre Cartabianca» di Bianca Berlinguer, l'attore Enzo Iacchetti s'è scontrato con Eyal Mizrahi sulla situazione nella Striscia di Gaza, dove, stando alle Nazioni Unite, era in corso un genocidio. 

La discussione tra l'attore e il presidente della Federazione Amici di Israele sulla drammatica situazione del popolo palestinese è degenerata quando si è parlato delle responsabilità e del numero di vittime civili.

Il comico ha citato il rapporto dell'Onu che accusa il Governo di Benjamin Netanyahu di genocidio, denunciando le oltre 70'000 vittime, di cui circa 20'000 bambini, secondo le stime diffuse da organizzazioni internazionali.

La rabbia di Iacchetti dopo esser stato definito «fascista»

Mizrahi ha detto che «la responsabilità di quanto accade è di Hamas» e ha ridimensionato il numero dei morti: «Non 200'000, ma 50'000, e circa la metà erano terroristi».

Iacchetti è esploso di rabbia, accusandolo di negare la realtà e di giustificare un massacro. «In questa guerra non c’è contraddittorio perché non è una guerra, c’è un solo esercito».

Il diverbio è salito d'intensità dopo che Mizrahi ha definito Iacchetti «fascista». Il popolare conduttore di «Striscia la Notizia» ha perso la calma: «Che hai detto, str**o? Vengo giù e ti prendo a pugni, lo so che sei qui sotto». La conduttrice Berlinguer ha mandato la pubblicità per interrompere la lite.

Dopo l'acceso scontro in TV, nelle diverse manifestazioni in Italia a favore del popolo palestinese molti giovani hanno ripreso le affermazioni di Iacchetti scrivendole su manifesti e cartelloni, facendolo - suo malgrado - diventare molto popolare. 

Iacchetti è stato avvicinato da partiti politici?

Abbiamo incontrato Enzo Iacchetti alla Première di «Frontaliers Sabotage» e, dopo aver parlato del suo ruolo di primo ministro italiano nel film in uscita il 1. gennaio, gli abbiamo chiesto se, vista la sovraesposizione mediatica negli ultimi tre mesi dopo la lite in TV, qualche partito lo avesse contattato per sfruttare la sua visibilità (vedi video sopra).

«Bella domanda, non me l'aspettavo. Comunque no. Sono solo in ottimi contatti con gli unici che parlano di questo genocidio, (...) come Luca Sommi (giornalista de Il Fatto Quotidiano (FQ), ndr.), Marco Travaglio (direttore del FQ) e Tomaso Montanari (storico dell'arte, saggista e rettore dell'Università per stranieri di Siena), che non sono persone partitiche e che criticano sia la sinistra che la destra. Il nostro problema è far capire alla gente che c'è una differenza tra quello che è successo e quello che succederà, tra il sionismo e l'ebraismo».

«Ho tanti amici che sono ebrei, i quali mi hanno ringraziato per quello che ho fatto quella sera. Poi il web ha ingigantito tutto quanto e io mi sono trovato nella manifestazioni, sui cartelli con le frasi che avevo detto. Tutto ciò non me lo aspettavo», confessa il popolare presentatore.

Poi prosegue: «Ma un uomo che dice che 25'000 bambini morti sono 25'000 terroristi in meno, secondo me non andava lasciato parlare. Ho cercato di non fagli più dire altre stupidate». 

Le varie organizzazioni internazionali, giova ricordare, nel rapporto dell'ONU hanno stimato in 20'000 i bimbi uccisi nel conflitto di Gaza.

Un futuro in politica per il popolare conduttore?

La domanda sorge spontanea: ma se un partito la dovesse contattare, cosa risponderebbe? Si vede in politica?

«No. Sono un attore brillante, non mi definisco neanche comico. Voglio fare il mio mestiere. È chiaro che mi hanno chiesto un parere e io l'ho dato perché chiunque faccia un lavoro qualsiasi può e deve avere un'opinione su quello che succede nel mondo. Io l'ho espressa».

«Dopo mi sono un po' infuriato, ma mi infurio anche allo stadio con l'arbitro, ma non l'ho mai picchiato, sia ben chiaro! Dico "Vengo giù", ma non lo farei mai. Figurati, non schiaccio nemmeno le formiche».

«Ma dallo stomaco è uscita tutta sta roba...», conclude Iacchetti.