Valeria Golino: al via le riprese de «La vita segreta degli adulti»

Covermedia

29.10.2021 - 15:30

Valeria Golino

L'attrice ha sfilato sul red carpet del XXVI Linea d’Ombra Festival dov'è stata intervistata dal direttore artistico Boris Sollazzo.

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29.10.2021 - 15:30

Valeria Golino è stata tra le protagoniste più attese del XXVI Linea d’Ombra Festival di Salerno.

L'attrice è arrivata a Napoli per girare la nuova serie tv «La vita segreta degli adulti», tratta dal romanzo omonimo di Elena Ferrante e diretta da Edoardo De Angelis, di cui è uno dei volti principali.

«Ne «La vita segreta degli adulti» sarò solo interprete», racconta Valeria Golino nella sua interista al direttore artistico Boris Sollazzo.

«Ma dopo questa inizierò a preparare la serie di cui sarò invece regista, tratta dal romanzo «L’arte della gioia», di Goliarda Sapienza, inizieremo a girare l’estate prossima e sono molto felice perché è un libro speciale che ho amato molto».

La Golino è inoltre protagonista di un'altra serie tv negli Stati Uniti, «The Morning Show», in cui interpreta Paola Lambruschini. Nella finzione documentarista nota per avere girato un film in difesa di Amanda Knox e per le sue posizioni critiche nei confronti del movimento #MeToo.

«In realtà ero preoccupata, ma non per quello che dice, anzi, ho pensato subito che fosse una bella presentazione del personaggio. Ero preoccupata perché volevo che venisse bene e quella scena è stata la prima che ho girato appena arrivata sul set a Los Angeles. Ma a parte questo, è come se ci fosse in atto una rivoluzione e come in tutte le rivoluzioni ci sono anche cose sbagliate. Sono imbarazzata dalla censura nei confronti delle parole, dei modi di fare, dal fatto che viviamo un periodo in cui quasi niente di quello che prima ci sembrava normale ora non lo è più», commenta amara la Golino.

«Ed è vero che c’erano e ci sono ancora sessismo, razzismo e che bisogna lottare e farsi sentire, ma bisogna anche poter avere la libertà di dissentire, di essere scorretti anche. In ambito artistico la drammaturgia è scorretta perché l’essere umano è scorretto e non si può pretendere che chi racconta storie, scrive libri, fa cinema o teatro sia corretto per volere di un sistema, perché significherebbe snaturare il nostro lavoro. Il movimento di questi anni è importante, anche dal punto di vista dell’inclusione, ma il processo con cui sta avvenendo lo trovo non del tutto corretto».

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