L'intervistaWilliam svela: «Così abbiamo spiegato ai nostri figli la malattia di Kate»
ai-scrape
14.11.2025 - 07:39
Il principe William, il principe George, il principe Louis, la principessa Kate e la principessa Charlotte (foto d'archivio).
KEYSTONE
Il principe William ha rivelato di essere stato completamente onesto con i suoi figli George, Charlotte e Louis riguardo alle difficoltà di salute che ha affrontato loro madre, la principessa Kate.
William ha raccontato come lui e Kate abbiano scelto di essere completamente sinceri con i loro figli riguardo alla malattia della principessa e di re Carlo.
Il principe ha descritto la loro vita quotidiana, tra impegni familiari e regole sull’uso della tecnologia, sottolineando che i bambini non hanno ancora un telefono
In Brasile per il progetto ambientale «Earthshot Prize», William ha ribadito l’importanza della cooperazione per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni.
Il principe William ha parlato con sincerità della battaglia contro il cancro della principessa Kate e delle difficoltà che la famiglia reale ha affrontato in questi mesi.
In un’intervista trasmessa in Brasile dal popolare conduttore Luciano Huck, l’erede al trono ha spiegato come lui e la moglie abbiano scelto la trasparenza con i loro tre figli – George, 12 anni, Charlotte, 10, e Louis, 7 – raccontando loro sia le buone che le cattive notizie sulla salute della madre e del nonno, re Carlo.
«Ogni famiglia attraversa momenti difficili», ha detto l'erede al trono, le cui parole sono state riportate dal «Daily Mail».
«Il modo in cui li affronti fa la differenza. Abbiamo deciso di dire tutto ai bambini, di spiegare perché certe cose succedono e perché a volte si possono sentire tristi. Non esiste un manuale per essere genitori: abbiamo scelto la via del dialogo».
No agli smartphone, almeno per ora
Il principe ha poi offerto uno sguardo sulla quotidianità familiare, tra impegni ufficiali e vita domestica.
«Cerchiamo di essere presenti il più possibile: accompagniamo i bambini a scuola, giochiamo in giardino, partecipiamo alle giornate sportive. Diciamo che Kate fa la maggior parte, ma ci alterniamo».
Un tema che preoccupa molti i genitori, anche reali, è quello della tecnologia. William ha rivelato che nessuno dei tre figli possiede ancora un telefono cellulare. «È complicato», ha ammesso.
«Quando George andrà alle medie, forse ne avrà uno, ma con accesso limitato. Vogliamo proteggerli da ciò che non dovrebbero vedere online, anche se riconosciamo che con le giuste regole può essere utile per restare in contatto».
L'appello per proteggere il pianeta
Durante l'intervista, realizzata a Rio De Janeiro per il programma «Domingão», Huck ha accolto William regalando una foto toccante della principessa Diana, scattata nel 1991 in Brasile, in cui abbraccia un bambino malato di HIV.
«Porto con me ogni giorno la sua eredità umanitaria», ha risposto commosso il principe.
Il viaggio di William in Brasile è legato alla sua iniziativa ambientale «The Earthshot Prize» e alla partecipazione al vertice sul clima COP30 di Belém.
In un discorso ai leader mondiali, ha lanciato un appello accorato a proteggere il pianeta: «Siamo a un momento cruciale della storia umana. Serve coraggio e cooperazione per garantire un futuro ai nostri figli e nipoti».
Schiva le questioni familiari
Intervistato successivamente dalla giornalista Christiane Amanpour della CNN, William ha evitato di commentare le tensioni familiari con il principe Harry e lo zio Andrea, preferendo concentrarsi sulle questioni ambientali.
«Il cambiamento verrà sostenendo chi agisce, non da ciò che faccio io», ha detto tra gli applausi del pubblico.
Durante la sua visita in Brasile, il principe William ha simbolicamente partecipato a un progetto di conservazione, piantando alberelli in una baia per garantire la sopravvivenza delle mangrovie.
KEYSTONE
Infine, il principe del Galles ha voluto lasciare un messaggio di ottimismo: «Dobbiamo credere che ci siano buone notizie davanti a noi. Dico sempre ai miei figli che il loro futuro sarà luminoso, se continueremo a prenderci cura del pianeta. Un mondo senza speranza sarebbe un posto davvero triste».