Eliminato nella prima manche dello slalom di Wengen, Tanguy Nef si è mostrato più infastidito dall’atteggiamento di Henrik Kristoffersen che dalla propria uscita di scena davanti al pubblico svizzero.
Hai fretta? blue News riassume per te
- Henrik Kristoffersen ha protestato animatamente per le condizioni della pista di Wengen, salvo poi scusarsi con gli organizzatori.
- Tanguy Nef, eliminato nella prima manche, ha criticato l’atteggiamento del norvegese ma senza cercare scuse per il proprio errore.
- Il ginevrino resta fiducioso e punta al riscatto già nel prossimo slalom di Kitzbühel.
A Wengen, domenica, lo slalom non era praticamente ancora iniziato che Henrik Kristoffersen già gridava allo scandalo.
Appena tagliato il traguardo, il norvegese – pettorale numero 1, non proprio un dettaglio – si è subito attaccato a Urs Näpflin, responsabile del comitato organizzatore delle gare del Lauberhorn, per protestare contro le condizioni di gara.
Condizioni che, va detto, non gli hanno impedito di far segnare il secondo tempo della prima manche, a pari merito con Loïc Meillard.
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«Henrik Kristoffersen non era contento, è venuto a lamentarsi della preparazione della pista. Era piuttosto agitato e molto emotivo, e ha persino attaccato Markus Waldner (ndr: il direttore di gara maschile della FIS). Gli ho semplicemente chiesto di avere un po' di rispetto per le persone che lavorano qui da settimane. Abbiamo fatto del nostro meglio, ma a volte i miracoli non sono possibili. Bisogna accettare quello che la natura ci dà. È esploso, ma alla fine si è scusato», ha spiegato Urs Näpflin dopo l'alterco verbale con il sanguigno scandinavo.
Una scena a cui Tanguy Nef ha assistito fin troppe volte. E questa domenica non è riuscito a trattenersi dal commentare: «Henrik Kristoffersen non parla, urla contro gli organizzatori… È fatto così. Sta cercando il suo 100° podio, quindi lo lasciamo fare le sue piccole crisi. Di solito, quando urla, diventa pericoloso, quindi cerchiamo di non farlo arrabbiare troppo», racconta lo sciatore di Veyrier, a metà tra il divertito e l’irritato.
Nessun dramma per Nef
Eliminato dopo aver inforcato a metà percorso, il 29enne ginevrino non ha invece cercato alibi. «È vero, le condizioni erano un po’ particolari, ma a volte ho l’impressione che ci abituiamo troppo a quelle degli allenamenti, che sono quasi sempre perfette. In gara, quando cambia qualcosa, ci irrigidiamo. Oggi è successo a me. In realtà non c’era molto da fare: bisognava semplicemente attaccare. Atle Lie McGrath è un ottimo esempio. È uno che sa spingere in qualsiasi condizione, su qualsiasi pista».
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E aggiunge: «Penso che fossi lanciato per un top 5 provvisorio, c’erano cose buone. Avrei voluto entrare meglio nel muro e, ovviamente, evitare l’errore sul doppio. È frustrante, perché so di avere tutti gli strumenti, ma non ho eseguito bene».
Se questa uscita di pista interrompe una bella serie per il ginevrino, che da settimane gira attorno al podio, Nef rifiuta però ogni allarmismo. «Ogni gara ha la sua storia. Non è come se avessi ceduto alla pressione o accumulato errori. È un errore di impegno in un passaggio. Non serve rimuginarci troppo». L’occasione per il riscatto arriverà già la prossima settimana a Kitzbühel.