Dalla conferenza stampa Il pensiero chiaro di Yakin: «Spero che nessun giocatore scozzese sia migliore dei miei»

bfi

18.6.2024

Murat Yakin (a destra) e Manuel Akanji
Murat Yakin (a destra) e Manuel Akanji
KEYSTONE

La sera prima della partita degli Europei contro la Scozia, l'allenatore della nazionale Murat Yakin, e il pilastro della difesa Manuel Akanji, hanno incontrato i giornalisti. 

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18.6.2024

Il ct elvetico e il difensore più gallonato hanno presenziato alla conferenza stampa che anticipa la seconda sfida della Svizzera, contro la Scozia, strapazzata dalla Germania nella gara d'esordio.

In merito alla bella partita contro l'Ungheria Yakin ha confermato che già nell'ultimo allenamento si vedeva brillantezza. «I giocatori erano tutti pronti. Non vedevamo l'ora, e quell'attesa deve essere presente anche domani».

Sugli avversari

«Sappiamo che gli scozzesi possono giocare bene. Lo hanno dimostrato contro Olanda e Spagna. Siamo ben preparati e arriviamo alla partita con molta fiducia. Gli scozzesi devono mostrare una reazione ora», ha detto.

Akanji gli ha fatto eco dicendo che gli scozzesi vorranno «dimostrare a tutti di essere migliori. Noi siamo pronti. Loro vogliono i tre punti, ma anche noi. Dobbiamo essere pronti fin dall'inizio».

Il difensore del City ha avuto parole di lode nei confronti degli avversari scozzesi della Premier League: Scott McTominay, John McGinn e Andrew Robertson in particolare.

Simpatica e diplomatica la risposta del ct al quale è stato chiesto quali sono i giocatori chiave della Scozia: «Spero che nessuno dei loro giocatori sia migliore dei miei. Per questo non voglio individuare uno o due giocatori. Mi concentro di più sulla mia squadra».

Pioggia?

Domani sera potrebbe piovere. Cosa cambia nei piani della Nati? «Siamo calciatori professionisti. Giochiamo su qualsiasi superficie, con qualsiasi tempo, contro qualsiasi avversario. Non dipende dal tempo», ha detto il selezionatore della Nati.

Il suo giocatore ha aggiunto che già durante il riscaldamento «capiremo come adattare il nostro gioco».