Il portiere dell’Inter racconta la sua vita milanese tra alimentazione rigorosa, yoga e passioni musicali. Tra una partita e l’altra, non manca qualche fuga in Svizzera con la famiglia.
Hai fretta? blue News riassume per te
- Yann Sommer racconta la sua vita da nuovo «milanese» e la routine tranquilla con la famiglia.
- Segue una dieta quasi vegana e cucina personalmente ogni pasto.
- Ama la musica, suona diversi strumenti ed è un fan sfegatato di Bruce Springsteen.
- Appena può torna in Svizzera con la famiglia per escursioni in montagna.
- Pratica yoga per mantenere la concentrazione e non ha ancora deciso cosa farà dopo la carriera.
In un'intervista alla «Gazzetta dello Sport», Yann Sommer ha raccontato la sua nuova vita da «milanese», come lui stesso la definisce.
Oltre alle tre lingue che già conosceva prima di trasferirsi in Lombardia - tedesco, francese e inglese - ormai ha imparato anche l'italiano, e si esprime già in maniera sorprendentemente fluida per uno che è arrivato poco più di due anni fa.
«A Milano sto bene», racconta l'ex numero 1 della Nati. «Se ci fosse meno traffico sarebbe perfetto… ma mi piace vivere la città, portare le bambine al parco Sempione. È una vita tranquilla».
Regime alimentare quasi vegano
Una parte della vita che cura in modo particolare è l'alimentazione, fondamentale per un atleta di alto livello.
Nessuno chef privato, però, perché Sommer preferisce mettersi ai fornelli. Così controlla tutto, dagli ingredienti alle cotture. Il suo menù? Zero lattosio e glutine, pochissimo zucchero, carne ridotta al minimo. «Non sono completamente vegano, però la mia dieta ci si avvicina».
L'unico sgarro? Il caffé. «In Italia è impossibile non berlo. Però lo faccio solo dopo pranzo. La mattina invece preferisco il matcha».
La passione per la cucina gliel’ha trasmessa suo padre, e lo ha poi accompagnato negli anni. Tant'è che per un periodo pubblicava perfino le sue ricette sui social. «Ora però cucino solo per la mia famiglia».
Musica nelle vene
A proposito di passioni ereditate dal padre, fra queste c'è anche la musica. «Aveva una collezione fantastica di vinili, io ascoltavo musica dalla mattina alla sera», racconta. Ora suona chitarra, bongo e piano.
E quando si parla di Bruce Springsteen gli occhi gli si illuminano: «È il mio idolo assoluto. Incredibile che abbia suonato a San Siro, lo stadio dove gioco, e io non sia potuto andare al concerto. Spero di rifarmi presto».
Le scappatelle in Svizzera
Non appena il calendario concede un varco, Sommer riparte verso casa, la Svizzera. L’ultima fuga è stata a Sankt Moritz, durante l'ultima pausa per le nazionali, con la moglie Alina e le figlie Mila e Nayla (rispettivamente di 6 e 4 anni).
«È stato bellissimo camminare nella natura. Le bambine hanno visto i cavalli, abbiamo fatto trekking… e se non fa troppo freddo si può anche fare il bagno nel lago».
Non può fare compagnia alla famiglia sugli sci, dato che il rischio di infortuni è troppo alto. Ma ha già deciso che, quando appenderà i guantoni al chiodo, si dedicherà allo snowboard.
Fra calma e concentrazione
Nonostante ritorni in patria appena può, con gli italiani ha trovato un’intesa immediata. «Dell'Italia mi piace la leggerezza, la gioia di vivere. È una specie di libertà che forse a noi svizzeri manca un po’, dato che siamo un po' più rigidi».
Più che rigido, però, Sommer è sempre apparso calmo. Forse è grazie allo yoga, che, come spiega, pratica con convinzione: «Aiuta tantissimo a mantenere la concentrazione. Ma in campo non sono così tranquillo come sembra: parlo molto, cerco di farmi sentire».
Tante strade aperte per il futuro
Il futuro, per ora, non lo preoccupa. Probabilmente non farà l'allenatore, un ruolo che giudica «troppo stressante». Ma di strade da percorrere, dice, ce ne sono tante, quindi «vedremo».
L’ipotesi attore? Suggerisce il giornalista, facendo riferimento agli spot con Michelle Hunziker per Svizzera Turismo.
Sommer ride: «Si era creata una bella intesa quando abbiamo registrato quei video. Ci siamo divertiti tra la natura svizzera. Per ora faccio il portiere, poi si vedrà».