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Si è formato un tafferuglio dopo il fischio finale della partita tra Spagna e Argentina.
Associated Press
Dopo il triplice fischio nella finale di Coppa del Mondo, diversi argentini hanno reagito male alla sconfitta. Leandro Paredes ha perso completamente il controllo, ma non è il solo.
Il sogno dell’Argentina si è infranto sul più bello: la squadra di Lionel Scaloni ha perso 1-0 contro la Spagna dopo i tempi supplementari nella finale dei Mondiali e ha mancato così l’attesa conferma del titolo.
La delusione è enorme e, per alcuni dei protagonisti, è esplosa subito dopo il triplice fischio.
A innescare la rissa è stato Nahuel Molina: mentre Rodri gli passava accanto festeggiando, il difensore dell’Atlético Madrid lo ha colpito. Lo spagnolo ha reagito ed è andato a chiedere spiegazioni all’argentino, mentre Eric Garcia accorreva in aiuto del compagno.
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A quel punto è intervenuto Leandro Paredes, che ha perso completamente il controllo. Il 32enne si è scagliato prima contro Garcia, colpendolo con calci e pugni, e poi se l'è presa anche con Gavi, arrivato nel frattempo sul posto.
Per la sua reazione, Paredes è stato espulso dopo il fischio finale.
«È un comportamento assolutamente imperdonabile», ha commentato Mladen Petric ai microfoni della SRF. «Episodi del genere non sarebbero accaduti se l’arbitro fosse intervenuto con maggiore decisione già in precedenza».
Ma non è finita.
Quando si è formato il parapiglia, anche alcuni membri dello staff argentino sono entrati in campo. Mentre il commissario tecnico Lionel Scaloni provava a calmare gli animi e a separare i giocatori, il suo vice Roberto Ayala si comportava in tutt’altro modo.
In alcuni video diffusi sui social si vede il 53enne colpire Dani Olmo, raggiungendolo all’altezza del collo. Il centrocampista spagnolo, dal canto suo, ha mantenuto la calma e non ha reagito.
Per Ayala non ci sono state conseguenze immediate, ma l’ex nazionale argentino, che ha collezionato 115 presenze con l’Albiceleste, rischia ora provvedimenti disciplinari.
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